Kanapone o Vavòne…maremma maiala!

di Tatarànn

Ci deliziano, come sempre, le pagine tratte dalle Cronache di Grottescòpoli del conterraneo Maestro nell’arte del guazzabuglio lessicale. Divenute ormai patrimonio culturale, sono indissolubilmente connesse alla tradizione popolare putenzese e cosa ancora più importante, proiettate nella contemporaneità, sembrano godere della nota proprietà commutativa non certo di stampo vichiano!

La nostalgia del bel tempo che fu non può divenire la chiave di lettura dello sviluppo disordinato e selvaggio della città pur essendo in linea di massima plausibile come per tante altre realtà locali ricche di fonti documentarie e dilazionate nei secoli. È fondamentale considerare il loro evolversi diacronico e sincronico, tipicizzarne l’originalità è alquanto rischioso, pura ripetitività nell’imbellettarsi di una prosa in cui si ha la chiara sensazione di un autocompiacimento letterario quasi ossessivo, non paragonabile a scrittori lucani di ben altro spessore creativo e perché no, anche letterario, che hanno analizzato le vicende storico-sociali del mondo passato, dall’antichità al Medio Evo fino ai giorni nostri!