Italia Germania 3-1. Sono passati 38 anni (11 luglio 1982) da quella calda serata del “Bernabeu” di Madrid dove l’Italia di Enzo Bearzot si laureò per la terza volta nella sua storia campione del mondo. Il commento di Nando Martellini, la gioia del presidente della Repubblica Sandro Pertini in tribuna, la festa fino alle prime ore del mattino in tutte le piazze italiane per una nazionale che si prese il mondiale di calcio oltre 40 anni dopo. Fu il Mondiale di Rossi, di Conti, di Zoff, della difesa granitica del compianto Scirea, dell’urlo di Tardelli dopo il secondo gol alla Germania, di un giovanissimo Bergomi. Fu il Mondiale di Gentile, Oriali, Cabrini, Collovati, Graziani, Antognoni, Altobelli ma anche di Causio, Selvaggi e Dossena che videro pochissimo il campo. Una nazionale che si svegliò a suon di gol nella seconda fase contro Argentina e Brasile per poi superare la Polonia in semifinale e la temuta Germania Ovest nella finalissima. Fu il mondiale di tutti, di una nazione intera che dopo il calcio scommesse del 1980 credeva poco nella truppa di Bearzot che, pure ad Argentina ’78, aveva già fatto vedere ottime cose. L’Italia invece, dopo un girone eliminatorio in sordina, dimostrò di essere prima una squadra e poi un bel mix di campioni forse mai avuti dal nostro calcio in ogni zona del campo. Gli over 45 sicuramente ricorderanno bene la magica notte di Madrid del luglio 1982 (3-1 alla Germania) che rimarrà scolpita per sempre nelle pagine più belle del calcio azzurro.


