I ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola… Per non dimenticare

Varie volte, per eventi letterari, sono andato a Nonantola, in provincia di Modena, ospite dalla locale Pro Loco (nella foto sopra Villa Emma).

Abbazia

Nel centro della cittadina, di quasi diciassettemila abitanti, sorge un bellissimo borgo medievale in cui è possibile visitare l’Abbazia. Questo monastero benedettino nacque a metà dell’VIII secolo, nel periodo dell’insediamento dei longobardi, e successivamente ebbe notevoli trasformazioni fino agli ultimi restauri avvenuti tra il 1913 e il 1917. In sintesi una straordinaria testimonianza di milletrecento anni di storia, arte e fede.

I palazzi della Partecipanza Agraria. Al centro la Residenza Vecchia e a destra la Residenza Nuova

Gli edifici che si affacciano sulla centralissima Piazza del Popolo sono di proprietà della “Partecipanza Agraria di Nonantola”; la più antica fra le sei Partecipanze emiliane tuttora esistenti e unica nella provincia di Modena. In pratica è una forma collettiva di gestione di terreni agricoli, e lega determinati gruppi sociali con l’obbligo di conservare e migliorare il patrimonio in concessione da quasi un millennio. Al secondo piano del palazzo “La Residenza Nuova”, accanto all’altro edificio “Residenza Vecchia”, è conservato il voluminoso e pregiato, da un punto di vista storico, Archivio della Partecipanza, che ho avuto il piacere di visitare.

Vari palazzi si affacciano sui vicoli medievali del borgo e si arriva alla Torre dei Modenesi, secoli XI-XIII, e alla Torre dei Bolognesi, secolo XIV, nel cui interno e disposto su quattro piani, è collocato il museo della storia di Nonantola.

Qui, e più precisamente al piano terra, una mostra con un percorso fotografico e documentario ripercorre la storia dei ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola.  

Questo ricordo è scattato in me lo scorso ventisette gennaio, Giornata della Memoria, e ho acquistato il libro “I ragazzi di Villa Emma”, scritto da Annalisa Strada e Gianluigi Spini, ed edito da Mondadori. Nella fretta dell’acquisto non mi sono accorto che il volume era stato inserito nella collana “Oscar – Libri per ragazzi”, ma è stata una piacevole sorpresa perché arricchito dalle illustrazioni di Roberta Ravasio.

Libro ‘I ragazzi di Villa Emma’

Il libro racconta di quaranta ragazzi ebrei che, accompagnati da nove adulti, arrivarono a Nonantola nel luglio del ’42 e, ben accolti dalla popolazione locale, si rifugiarono a Villa Emma.

Nell’aprile del ’43 altri trentatré ragazzi fuggiti dalla Bosnia e dalla Croazia si unirono al gruppo. Erano più piccoli e ciò, insieme alla differenza linguistica, complicò un pochino i rapporti tra le due comunità, ma si sa che i ragazzi si adattano meglio di noi adulti.

Nel libro si sottolinea il forte sodalizio tra loro e la capacità di aiutarsi; inoltre furono organizzate delle classi in cui si insegnavano musica, letteratura, storia, filosofia, antropologia, giudaismo… Contadini e persone di Nonantola li coinvolsero in lavori agricoli con lo scopo di far loro dimenticare gli orrori della guerra, e così creare un’oasi di pace nella villa e nelle campagne intorno. 

In tempi di guerra il sostentamento di questo nutrito gruppo di adolescenti fu difficoltoso, ma per fortuna supportato dalla generosità dei nonantolani e dal contesto agricolo. Si aggiungeva anche la problematica, nei mesi invernali, di riscaldare le enormi stanze della villa.

Nel luglio del ’43 cadde il fascismo e, nella confusione dei fatti e per precauzione, ai ragazzi furono rilasciate delle nuove carte di identità prive dell’annotazione “Appartenente alla razza ebraica”.

La mattina del nove settembre, il giorno dopo l’annuncio dell’armistizio tra il governo italiano e gli angloamericani, le truppe tedesche entrarono a Nonantola. Villa Emma si svuotò; la maggior parte dei ragazzi si nascose nel seminario; gli altri furono ospitati da più famiglie della cittadina. Tuttavia non potevano rimanere a lungo nascosti a Nonantola perché la possibilità di un rastrellamento dei tedeschi si faceva sempre più concreta, quindi con le nuove carte d’identità lasciarono Nonantola, divisi in tre gruppi, e raggiunsero in modo avventuroso la Svizzera.

Due persone non ebbero però fortuna: Salomon Papo, un quindicenne di Sarajevo, e Goffredo Pacifici, un funzionario della Delasem, la Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei, furono presi e deportati ad Auschwitz.

In questa storia le figure chiavi nell’aiutare i ragazzi ebrei furono, oltre all’intera comunità nonantolana, Giuseppe Moreali, medico condotto del paese, e Don Arrigo Beccari, economo del seminario adiacente l’abbazia. Queste due persone verranno poi riconosciute come “Giusti tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, l’Ente Nazionale per la Memoria della Shoah.  

Il libro riporta in maniera semplice e chiara gli orrori della guerra e in particolare dell’antisemitismo, ma è soprattutto una reale e autentica testimonianza di solidarietà, accoglienza e coraggio. La comunità di Nonantola non solo riuscì a mantenere il segreto, ma si impegnò in prima persona nel fornire concreti aiuti e nel nascondere i giovani fuggiaschi. Molto belle ed evocative le illustrazioni che accompagnano il testo, che è coinvolgente e trasmette emozioni; Hans, Lazlo, Blume, Arnold, Benno, Eva… sembrano vivere tra noi.    In conclusione “I ragazzi di Villa Emma” non è un libro rivolto ai soli adolescenti ma a tutti… Per non dimenticare.

Enrico Casartelli
Enrico Casartelli
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