“Gruppo FS in Basilicata: verso un nuovo protagonismo”

Si terrà domani giovedì 7 dicembre, alle 10, al centro polifunzionale di Sant’Angelo Le Fratte (Potenza), l’incontro promosso dalla Filt Cgil “Gruppo FS in Basilicata: verso un nuovo protagonismo”. Dopo i saluti del sindaco Michele Laurino e del segretario generale della Camera del Lavoro di Potenza, Vincenzo Esposito, interverranno il segretario generale della Filt Cgil Basilicata, Luigi Ditella e il responsabile nazionale Filt Cgil gruppo Fsi, Luigi Ciraci.

“La Basilicata – spiega Ditella – nei prossimi anni sarà interessata da numerosi investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità con i fondi del Pnrr. Questi serviranno anche a rinnovare i contratti di servizio, con importanti investimenti sul parco rotabile e nuove offerte commerciali. A questo deve seguire un rilancio della nostra regione, sia in termini di qualità di servizio sia in termini di ritorno occupazionale. Purtroppo il governo regionale e l’attuale assessora al ramo Dina Sileo non hanno voluto ascoltare le ragioni di lavoratori, associazioni ed enti locali, ma ha assunto decisioni unilaterali, in linea con quanto fatto con il governo di destra in questi quattro anni, senza pensare alle ricadute occupazionali della nostra regione e lasciando come sempre le decisioni strategiche e la governance ad altri. La Basilicata – conclude Ditella – deve tornare ad essere protagonista dei cambiamenti in atto. Occorre un maggiore coordinamento intermodale fra ferro e gomma per rilanciare un settore che può essere strategico per il rilancio della regione. La Filt Cgil fu la prima a rilanciare l’idea della bretella Tito-Auletta come vera opera per uscire dall’atavico isolamento. Fummo i primi a denunciare il tentativo di limitare il Frecciarossa a Roma e con una petizione di oltre duemila firme chiedemmo di ripristinare la stessa. Ma bisogna tenere alta la guardia per difenderci dai tentativi di fagocitare la nostra regione con il consenso di una giunta regionale che ha sempre dimostrato poco interesse per questo settore, mostrando l’incapacità di gestire il comparto in maniera indipendente e rivendicativo per un minimo di autonomia decisionale”.

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