Ora il fascismo non nacque come ideologia, anzi fu un movimento anti-ideologico, non si presentò alle sue origini come un partito, ma come un ami-partito. Tuttavia, quando ebbe il potere nelle mani, cercò di darsi una ideologia, e trovò in Giovanni Gentile (1875-1944) il suo teorico. Fautore con Croce del risveglio idealistico, Gentile aveva collaborato alla Critica, come Croce convinto che il filosofo non potesse isolarsi, ma dovesse partecipare attivamente e in prima persona alla vita politica della nazione. Di fronte alla grave crisi morale e di valori in cui si dibatteva l’Italia nell’immediato dopoguerra, egli si fece assertore di una nuova concezione dello Stato, come organo degli interessi della collettività: veniva così portata alle estreme conseguenze la formula hegeliana dello Stato etico. «Con questa concezione etica (non giuridica né economica) dello Stato e con la conseguente interpretazione del liberalismo autentico italiano (da non confondersi con quello francese o inglese, ecc.), come quello che era stato teorizzato dal neo-hegelismo napoletano (per il quale lo Stato era la nuova Chiesa), Gentile si trovò nella migliore condizione per dimostrare che il fascismo non era affatto una rottura col passato, come sostenevano i suoi avversari, ma era nient’altro che la piena attuazione del ‘vero’ liberalismo, tradito da tutti coloro che lo avevano sempre scambiato per dottrina individualistica e materialistica» (Norberto Bobbio, Profilo ideologico del Novecento, in Storia della letteratura italiana, IX, Garzanti, Milano). Da questa concezione dello Stato a quella di uno Stato di polizia il passo era breve; sulla base di queste tesi era poi pienamente giustificato il corporativismo, in quanto con esso l’interesse supremo della nazione veniva a prevalere su quello dei singoli. Nonostante tutte le sue colpe – e non sono certo poche e leggere – Gentile cercò però sempre di salvaguardare l’autonomia e la dignità della cultura, intervenendo non poche volte, e con decisione, contro certi atteggiamenti pacchiani e certe posizioni del fascismo e di Mussolini stesso.

