Prima di affrontare la questione è necessaria una premessa: “Uno spazio pubblico è un luogo fisico (o virtuale) caratterizzato da un uso sociale collettivo, ove chiunque ha il diritto di circolare o dialogare”. Circolare, dialogare, e magari ospitare anche della manifestazioni estive, rispettando, in primo luogo, i luoghi, che sono di tutti, bisogna ricordarlo, nonché poi, le disposizioni dell’emergenza Covid, e, in tal caso, quindi, non contravvenendo alle ordinanze predisposte dal Comune in relazione alla stessa emergenza. Siamo in pieno centro storico a Rionero, il luogo di cui trattasi, è Fontana Grande, una delle tante fontane storiche della nostra città. In merito a ciò, facciamo riferimento all’Ordinanza n. 66 del 13/08/2020 emanata dal Comune, dal titolo: “Misure precauzionali urgenti per contrastare la diffusione del virus Covid-19 nel territorio”, e, nello specifico, facendo riferimento al testo coordinato del Decreto-Legge 16 maggio 2020, n. 33, in particolare, il comma 9 prevede: “Il sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Detto questo, risulta giusto sottolineare il fatto che taluni eventi, possono anche svolgersi, rispettando le prescrizioni (cosa teorica in Italia), ma, soprattutto, prevedendo un minimo di servizio di sorveglianza durante e dopo le manifestazioni. Lo stato dei luoghi post evento e il danneggiamento degli stessi (la foto allegata a tale nota parla chiaro): tale sorveglianza non vi è stata, essenzialmente nel dopo manifestazione. Le azioni contro il patrimonio pubblico, perché di questo si tratta, sono avvenute, stando alle dichiarazioni di alcuni residenti nelle vicinanze, nella notte tra il 14 e il 15 agosto, a fine data dell’evento realizzato. Non è un’accusa contro nessuno, bensì una riflessione sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto prevedere un minimo di controllo durante e nel post evento, cioè a dire l’Amministrazione comunale. Non si possono autorizzare manifestazioni, senza controlli, ed è questa la responsabilità più grave in merito a quanto accaduto. La Fontana era stata pulita appena pochi giorni prima. Sarà ripulita, è pur vero, ma a spese della collettività, nel mentre, le responsabilità risultano chiare, come detto innanzi, da addebitare interamente a chi ha autorizzato senza prevedere alcun controllo, appunto. La questione ha rilevanza più ampia, poiché da alcuni anni il patrimonio pubblico risulta essere oggetto di atti vandalici, senza che le varie “amministrazioni” siano mai intervenute presso le autorità di controllo del territorio. Anzi, la stazione locale dei Carabinieri, risulta chiusa a partite dalle 22, nel mentre, la stessa, tra le più nuove e capienti della Regione, potrebbe ospitare la tenenza: e ciò, con un po’ di sensibilità di chi “amministra”, la cosa potrebbe anche realizzarsi. Ma si fa riferimento all’esistenza di un’amministrazione che abbia un minimo di senso del bene collettivo, cosa assai rara di questi tempi. Ritornando, prima di concludere, alla questione relativa al danneggiamento di Fontana Grande: si spera che l’amministrazione si attivi affinché la Fontana sia ripristinata, magari, anche se qui siamo nel campo delle utopie, sollecitando le forze dell’ordine a individuare i responsabili e, soprattutto, a non autorizzare più eventi di questo tipo senza pensare ai controlli (ne sono previsti numerosi altri in quel sito storico) altrimenti, come recitava un pensiero di Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Non solo nei riguardi chi compie atti di vandalismo, ma nei confronti di chi non ha fatto nulla per prevenirli, cioè a dire “l’amministrazione comunale”, su cui ricadrà ogni responsabilità, non solo amministrativa.


