In occasione della Giornata della memoria oggi dalle ore 9 alle ore 19 e 30 il Museo Nazionale di Matera propone una piccola ma significativa esposizione temporanea e multimediale di due dipinti di Carlo Levi, prelevati per l’occasione dai depositi: “Ritratto di Fausta Beltrami Segrè”, 1941, olio su tela, cm 46 x 38,5; “Cimitero ebraico”, 1965, acrilico su tela, cm 70 x 50, firmato e datato sul retro. Nella galleria dei ritratti di Carlo Levi, quello di Fausta Beltrami Segrè, cugina del premio Nobel per la fisica Emilio Gino Segrè, eseguito nel 1941, probabilmente nella Firenze che lo accolse negli anni del secondo conflitto mondiale, è strettamente legato alla celebrazione di questa giornata. Fausta è nota, infatti, per aver curato la traduzione dallo yiddish (il giudeo-tedesco, una lingua germanica occidentale parlata dagli ebrei aschenaziti) de Il canto del popolo ebreo massacrato, opera del poeta e drammaturgo Itzhak Katzenelson, professore di ginnasio nato in Bielorussia, vissuto in Polonia, prigioniero nel campo di internamento di Vittel, in Francia, e infine deportato ad Auschwitz e lì immediatamente ucciso. Il testo nella prima edizione italiana del 1966 recava la prefazione di Primo Levi che ebbe a definire il componimento “opera senza uguali nella storia della letteratura, di fronte alla quale il lettore non può che arrestarsi turbato e reverente”. I due dipinti sono accompagnati nell’esposizione da un video, della durata di circa 10 minuti, che unisce le immagini di uno spettacolo teatrale di Moni Ovadia per la regia di Elisa Savi Ovadia, tratto dal dvd “Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah” G. B. Palumbo Editore (2013) con Il canto del popolo ebreo massacrato, spettacolo andato in scena al Binario 21 della stazione di Milano, sede della Fondazione Memoriale della Shoah, che ricorda lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, per la regia e interpretazione di Moni Ovadia; con la partecipazione di Liliana Segre (gennaio 2020). L’esposizione dal titolo “Tout se tient…”, espressione francese che in senso figurato significa “tutto si collega”, “tutto si intreccia”, sarà visitabile sino al 29 gennaio 2021 nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, dalle ore 9 alle ore 19 e 30.

