Don Franco resti tra i suoi

Cambio alla guida di Sant’Anna e Gioacchino di Potenza, ma la comunità chiede che il suo storico presbitero resti in parrocchia accanto al nuovo parroco designato. Il nodo non è solo pastorale: riguarda l’applicazione delle norme canoniche sulla stabilità del parroco e il diritto dei fedeli a non perdere il proprio riferimento spirituale.

Il Codice di diritto canonico chiede che il parroco “goda di stabilità” e quindi sia nominato a tempo indeterminato; solo dopo aggiunge che il vescovo può nominarlo a tempo determinato se la Conferenza episcopale lo ha previsto (can. 522). In altre parole: la norma di principio è la stabilità, la rotazione è l’eccezione. Fonte ufficiale: https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroII_515-552_it.html
La CEI ha legittimamente indicato in 9 anni il periodo ordinario, ma quella è una regola subordinata alla legge universale e, secondo il can. 455, non può superarla. https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroII_447-459_it.html

Se una comunità intera ti dice “la nostra pace spirituale passa da questo prete” il vescovo ha uno strumento preciso: il can. 87 §1, che gli permette di dispensare i fedeli dalle leggi disciplinari – anche quelle particolari – quando lo richiede il loro bene spirituale. È il caso di Sant’Anna, che ha convocato assemblee, scritto lettere, raccolto 1.300 firme e ora persino e-mail al Papa. https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroI_85-93_it.html
Quindi: se anche la diocesi avesse applicato in modo rigido il criterio dei 9 anni può derogare oggi e lasciare don Franco dove sta.

Per spostare un parroco che lavora bene il Codice chiede una procedura speciale (cann. 1748-1752): proposta scritta, ascolto delle ragioni del parroco, valutazione del turbamento e decreto motivato. https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroVII_1748-1752_it.html
Il turbamento, già documentato, viene da fedeli che dicono di voler accogliere don Antonio Laurita ma non perdere don Franco. Se l’effetto dell’atto è creare più disordine di quello che pretende di sanare, il vescovo – lo dice il can. 1752 – deve scegliere “la salvezza delle anime”, cioè la soluzione meno traumatica.

L’arrivo di don Laurita come parroco può restare intatto – è un diritto del vescovo governare la diocesi (can. 381) – ma esistono almeno due formule pienamente canoniche per non sradicare don Franco:

  • vicario parrocchiale residente a Sant’Anna (can. 545 – §1): lavora sotto l’autorità del nuovo parroco, mantiene il suo popolo, continua il ministero;
  • collaborazione o quasi-collegialità tra più sacerdoti sulla stessa parrocchia (can. 517 §1), con il nuovo parroco moderatore e don Franco riferimento per carità, riconciliazione, movimenti.
    Sono possibilità già contemplate dalla Santa Sede: l’Istruzione del 2020, nn. 68-75 raccomanda proprio di valorizzare i presbiteri anziani in parrocchia. press.vatican.va
    In più, il can. 538 §3 dice che, raggiunta un’età avanzata, il vescovo “decida se accettare o differire” la rinuncia del parroco: quindi può differirla e lasciarlo come emerito residente.


Sia il vescovo sia la comunità agiscono – almeno in teoria – per fede. Il vescovo richiama l’obbedienza; la comunità richiama il diritto dei fedeli “a manifestare ai pastori le proprie necessità e i propri desideri” (can. 212 §§2-3) e “a ricevere dagli stessi pastori i beni spirituali” (can. 213). https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroII_208-223_it.html (Libro II, Parte I). È possibile – molti lo pensano – che dietro ci siano equilibri interni e la difficoltà di gestire un prete libero. Ma proprio per questo conviene restare sul terreno più solido: il diritto. Se il decreto di trasferimento non motiva in concreto il “bene delle anime” e ignora il turbamento già in atto è impugnabile davanti al Dicastero per il Clero, che spesso chiede al vescovo di trovare una soluzione più mite. E una soluzione mite qui c’è: don Laurita parroco, don Franco vice/emerito residente a Potenza. È dentro il Codice, dentro le istruzioni vaticane, dentro la fede della gente.