Dimensionamento scolastico  in Basiicata. Il “no” di Uil Scuola Rua

di Luigi Veltri, segretario generale Regionale Uil Scuola Rua

Da sempre la Federazione Uil Scuola Rua ha sostenuto che la scuola deve essere tenuta fuori dai tagli del bilancio dello Stato in quanto essa rappresenta un investimento per il futuro del paese. “Come sindacato siamo stati i primi a contestare i tagli previsti con l’attuazione del dimensionamento scolastico già al Presidente Draghi nel 2021”, afferma Luigi veltri, segretario regionale della Federazione Uil Scuola Rua Basilicata. “L’anno successivo di nuovo a richiamare l’allora neo ministro dell’Istruzione e del  Merito, Valditara, per lo stesso problema, quando ebbe ad affermare che stava applicando una norma del precedente governo e che grazie al suo intervento i tagli previsti sarebbero risultati inferiori! Abbiamo evidenziato che non ci sono gradazioni di tagli! Fare confronti adducendo meriti per una riduzione inferiore a quella realizzata in precedenza non è metodo che si può applicare alla scuola. “Indipendentemente dal governo pro tempore in carica qualsiasi esecutivo che decide di tagliare sul sistema di istruzione, agendo sulla base di logiche da ragioniere, non è un governo lungimirante”, dichiarò il 1 dicembre 2022 il nostro segretario generale Federazione Uil Scuola Rua Giuseppe D’Aprile. La scuola va tenuta fuori dai vincoli di bilancio! E’ questo il principio per sostenere un sistema di istruzione nazionale, moderno e di qualità. Inutile trincerarsi dietro all’analisi demografica perché l’insieme degli studenti della scuola dell’obbligo non è solo un numero, corrisponde a giovani in realtà e condizioni molto diverse, a cui si può dare una prima risposta proprio a partire dalla dimensione delle classi: 18/20 alunni dovrebbero tornare ad essere uno standard per il nostro Paese invece di fare cassa sull’istruzione con un principio ragionieristico basato sul calo delle nascite, se fossero lungimiranti e se considerassero la scuola determinate per il futuro del paese il tema della denatalità dovrebbe rappresentare una opportunità e non una penalizzazione. Trasformare, quindi, un problema in opportunità! La nostra azione di contrasto ai tagli previsti dalla Legge di stabilità del 29 dicembre 2022, n. 197 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”) che, per quanto riguarda la scuola, dispone la riorganizzazione delle scuole autonome con un numero medio di 900 alunni ha portato alla dichiarazione dello sciopero nazionale del 17 novembre 2023. Già alcuni TAR tra cui quello della Campania, ritenendo rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, ha imposto di rimettere la sua definizione alla stessa Corte Costituzionale, accogliendo la domanda cautelare formulata contestualmente al ricorso principale e ai motivi aggiunti e sospendendo, in considerazione dell’imminente realizzazione del dimensionamento scolastico. È stato bocciato da un lato il taglio di DS e DSGA conseguente all’accorpamento delle istituzioni scolastiche relativamente a tempistica e criteri, dall’altra si sollevano dubbi sulla costituzionalità in relazione ai rapporti tra Regioni e Stato. Questo è solo un primo passo, la Federazione Uil Scuola Rua continuerà con la sua azione soprattutto con la classe politica, in tutte le sedi locali e nazionali, convinti come siamo che stiamo parlando della funzione della scuola statale dello Stato prevista dalla carta costituzionale su cui vanno fatti investimenti e non tagli”.

In data odierna in Regione si è tenuto il secondo incontro sul Dimensionamento, dove si è ribadito una netta contrarietà a questa ipotesi di dimensionamento e che la stessa Regione ha tenuto un atteggiamento accondiscendente con la linea governativa non opponendosi in alcun modo alle scelte scellerate del governo nazionale non tenendo presente la situazione socio-economica, demografica e del territorio  della Basilicata, ma applicando semplicemente un criterio ragioneristico.

Tutto questo porterà ad una ingestibilità delle Istituzioni scolastiche ed a una forte contrazione dell’organico del personale ATA.

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