Cup Matera. Operatori minacciati, intervento dei Carabinieri

La sanità lucana è allo sfascio totale, mentre giunta regionale e assessore al ramo non fanno nulla per invertire la tendenza, che segna solo disfunzioni tant’è che i lucani che possono permetterselo preferiscono farsi curare o effettuare esami diagnostici nei presidi sanitari non della Basilicata. Chi è costretto a utilizzare quei “quattro” servizi che la sanità lucana offre alla fine non trovando adeguate risposte ai propri bisogni finisce per scagliarsi contro chi non ha alcuna colpa: gli operatori del Centro unico di prenotazione. È quanto accaduto a Matera, ma è sola la punta di un iceberg. Qualcuno potrebbe dire che si “si stava meglio quando si stava peggio”, purtroppo la realtà è che la Basilicata ha una sola risorsa valida e importante: il petrolio! Il resto è come il pesce dopo tre giorni: inizia a puzzare dalla testa!

Di seguito la nota degli operatori del CUP dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” della Città dei Sassi

“Gli operatori del CUP dell’Ospedale Madonna delle Grazie, dipendenti di un’azienda privata che gestisce il Centro Unico Prenotazioni, denunciano una grave episodio di violenza e intimidazione avvenuto questa mattina nei locali del nosocomio materano. Un utente, recatosi per il secondo giorno al CUP per prenotare una visita medica con livello di priorità B, non avendo trovato una data disponibile, si è scagliato fisicamente contro il vetro dello sportello, imprecando. L’operatrice gli ha spiegato che non dipendeva da loro l’indisponibilità di una data per la prenotazione, ma l’utente ha continuato a minacciare pesantemente la collega, prendendo a pugni il vetro e costringendo la Vigilanza a intervenire. L’operatrice coinvolta si è sentita male, accusando un picco di pressione, ed è stata portata al Pronto Soccorso  con una prognosi di tre giorni. Subito dopo sono arrivati anche i Carabinieri, chiedendo se si volesse sporgere denuncia. Gli operatori del CUP intendono denunciare a mezzo stampa all’opinione pubblica e, soprattutto, alle istituzioni che hanno realmente la responsabilità di gestire un servizio sanitario sempre più inefficiente, che il clima di intimidazione e, adesso, anche di violenza fisica e psicologica cui sono sottoposti tutti i giorni non è più sostenibile per coloro che svolgono il proprio lavoro con serietà e pazienza. Tanto più se – a prescindere dalle intemperanze esecrabili e dai comportamenti condannabili di utenti che non sono comunque giustificabili – il sistema delle prenotazioni sconta l’inefficienza di una sanità pubblica che a Matera è praticamente allo sfascio. Episodi del genere ormai sono sempre più frequenti e i lavoratori chiedono di essere tutelati e di poter svolgere il proprio lavoro con serenità”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche la politica e i sindacati

“Solidarietà a operatori e operatrici del CUP e auguri di pronta guarigione all’operatrice che stamane è stata minacciata ed è stata ricoverata al Pronto Soccorso”. È quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. “Purtroppo gli episodi di minacce e imprecazioni nei confronti degli operatori del CUP sono frequenti e bene hanno fatto oggi a denunciare a mezzo stampa all’opinione pubblica e alle istituzioni lo stato delle cose: gli unici responsabili del servizio sanitario sempre più inefficiente non sono gli operatori del CUP ma è la Regione con l’assessore al ramo ed il Presidente Bardi. Il clima di intimidazione e, adesso, anche di violenza fisica e psicologica denunciato dagli operatori del CUP testimonia una situazione di gravità assoluta di cui bisognerà farsi carico con urgenza e non a chiacchiere come sino ad ora continua a fare la Regione. Per combattere le interminabili liste di attesa occorre una strategia, che non c’è, ed investimenti. Ciò determina l’esasperazione dei cittadini ed il ricorso sempre più frequente a prestazioni sanitarie fuori regione. La mobilità passiva ha raggiunto la cifra monstre di 50 milioni di euro annue, come segnalato anche dalla Corte dei Conti. Ai lavoratori del CUP – conclude Roberto Cifarelli – va fatta sentire la vicinanza dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni e va puntato il dito verso i veri responsabili delle inefficienze della sanità lucana”.

“Esprimiamo massima solidarietà all’operatrice del CUP di Matera vittima di uno spiacevole episodio di aggressione avvenuto durante il servizio. Si tratta dell’ennesimo campanello di allarme di una sanità che sta letteralmente scoppiando e sulla quale tardano a pervenire risposte concrete da parte dell’esecutivo regionale. Ad oggi non è stata intrapresa nessuna interlocuzione a livello consiliare per definire la strategia del nuovo assetto del sistema sanitario regionale. L’ultimo passaggio concreto risale a poco più di un anno fa quando AGENAS illustrò le basi di un progetto di riforma basato sulle previsioni del PNRR. Da allora il nulla assoluto: il cambio di guida dell’assessorato competente è stato un semplice riposizionamento dei precari equilibri politici di questa maggioranza. Un solo dato emerge chiaramente: il sistema sanitario regionale non sembra avere la capacità necessaria per reggere l’ordinaria amministrazione”. Dichiara il consigliere regionale Gianni Perrino dell’M5s Basilicata che aggiunge: “Anche dal governo Meloni non sembrano arrivare segnali incoraggianti: la Legge di bilancio stanzia poco più di 2 miliardi ‘aggiuntivi’ nel 2023, di cui ben il 70% per coprire il caro energia. Il tutto mentre il mondo della sanità lamenta la necessità di recuperare extracosti dovuti alla pandemia per 3,8 miliardi. Bardi e Fanelli conoscono bene queste criticità perché sono state poste alla loro attenzione svariate volte. Proprio sul CUP abbiamo chiesto più volte chiarimenti a seguito dei disservizi, ma nella maggior parte dei casi si è preferito fare spallucce.  L’ufficio stampa della Giunta Regionale si sta sbizzarrendo per propagandare la misura sul gas gratis: lo spot in onda sulle televisioni nazionali che invita a scegliere la Basilicata potrebbe rivelarsi – a ben  vedere – come uno strumento di pubblicità ingannevole”.

“L’aggressione avvenuta questa mattina al centro unico di prenotazione dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera è solo l’ultimo episodio di una lunga catena di intimidazioni e violenze fisiche e psicologiche a danno degli operatori della sanità lucana che sarebbe riduttivo circoscrivere a mera questione di ordine pubblico». È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Fp Basilicata Pino Bollettino secondo cui «tali episodi sono anche il frutto della cattiva gestione politica di un sistema sanitario al collasso. La politica dei tagli ha lasciato macerie gestionali che oggi vengono scaricate sulle spalle dei lavoratori. Le lunghe liste di attesa sono il sintomo di una sanità che non è più in grado di prendersi cura delle persone quando emerge il bisogno. Se a questo aggiungiamo che sempre più famiglie rinunciano alle cure per l’impossibilità materiale di accedere al servizio pubblico e per quella economica di ricorrere alla sanità privata – osserva ancora Bollettino – ne deriva un quadro che è diventato francamente insostenibile. Sul tavolo ci sono le proposte del sindacato confederale per una vera svolta nella gestione della politica sanitaria. Alla Giunta regionale diciamo che è il momento di dimostrare con i fatti concreti la volontà di riformare la sanità regionale rimettendo al centro le persone e i territori”.

“L’aggressione di una operatrice del Centro di prenotazione unica (Cup), in servizio presso l’Ospedale ‘“’Madonna delle Grazie’”’ di Matera, ad opera di un utente, che non è riuscito ad ottenere la prenotazione di una visita medica in tempi brevi, è un episodio grave che espone i lavoratori addetti ai servizi del Cup per una situazione ben nota che riguarda le liste di attesa. In sostanza le responsabilità politico-amministrative per l’incapacità ad avviare a soluzione i forti disagi per le liste di attesa si scaricano su addetti ai servizi per la sanità”. Tutto questo non è tollerabile. Del resto non è casuale che in contemporanea con l’aggressione una delegazione sindacale tra cui  Bruno Di Cuia, componente della segreteria regionale Uil, è stata audita in Quarta Commissione ed ha consegnato anche la petizione con la raccolta di 12.603 firme sui problemi dell’emergenza sanitaria materana di cui le liste di attesa sono un aspetto essenziale. E’ la riprova di un impegno che il sindacato porta avanti da tempo e che richiede rapide risposte politiche ed istituzionali raccogliendo le sollecitazioni dei cittadini e dei lavoratori della sanità. Del resto le confederazioni Cgil, Cisl, Uil hanno tenuto nelle scorse settimane a Potenza una manifestazione per chiedere azioni e provvedimenti urgenti della Giunta Regionale per adeguare le prestazioni sanitarie e rispondere ai problemi dei lavoratori del comparto. Le censure arrivate dalla Corte dei Conti Basilicata sulla spesa sanitaria sono l’ulteriore conferma della necessità di una svolta nella gestione dei servizi per la salute dei cittadini e per i lavoratori del SSR”.

“Voglio esprimere la nostra piena solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori dei centri unici di prenotazione dell’Azienda sanitaria del Materano.” Così commenta il commissario provinciale materano di Azione, Vincenzo Ligorio, che aggiunge: “L’episodio di aggressione di queste ore ai danni di una operatrice del Cup “Madonna delle Grazie”, è l’ultimo dei tanti atteggiamenti violenti ed irrispettosi che si perpetrano ai danni degli operatori che non hanno assolutamente colpe per la mancanza di erogazione di servizi e prestazioni. Condanniamo fermamente – continua Ligorio – questi atteggiamenti ingiustificabili che nulla hanno a che fare con il senso civico. Invitiamo altresì l’ASM a provvedere quanto prima all’attivazione di un sistema di prenotazione in regime di priorità differente, poiché vede spesso gli utenti recarsi per più giorni alle casse senza riuscire a trovare soluzione. È alle cronache di questi giorni i problemi che riguardano i disservizi nell’Azienda Sanitaria nell’espletamento di alcuni servizi, ultima la discussione avuta nel consiglio comunale aperto tenutosi a Policoro lo scorso 14 Dicembre. Chiediamo nuovamente all’Assessore Fanelli – conclude Ligorio -di impegnarsi ad erogare maggiori risorse per le prestazioni aggiuntive che, sappiamo bene non esser la soluzione definitiva ma un attenuamento alla non auspicabile mancanza di erogazione di servizi nei nostri ospedali”.

“La violenza non è mai giustificabile, sia verbale che fisica, ma è chiaro che il problema va risolto. Chi ha paura lavora male. Quello della violenza è un problema molto sentito dai lavoratori della e nella sanità, noi sindacati riceviamo spesso segnalazioni che rivelano un clima inaccettabile per chi deve assistere i cittadini. Il fenomeno ha superato il livello di guardia in tutta la provincia di Matera”. Lo afferma Pino Giordano, Segretario Provinciale Ugl Matera, dopo il grave episodio consumatosi al CUP dell’Ospedale Madonna delle Grazie. “Condanniamo senza se e senza ma qualsiasi forma di violenza, massimo rispetto e pronta guarigione all’operatrice di un’azienda privata che gestisce il Centro Unico Prenotazioni, la quale ha subito un grave episodio di violenza e intimidazione avvenuto questa mattina nei locali del nosocomio materano. Al Cup di Matera e Policoro gli operatori con enormi sacrifici lavorano con difficoltà, certamente aggravate da problemi organizzativi derivanti da carenze di risorse umane e tecniche. Quotidianamente gli operatori del Cup spiegano che non dipende da loro se persistono indisponibilità di date per le prenotazioni, ma si trovano di fronte a volte, se pur in pochi, utenti che offendono e/o minacciano pesantemente. Oggi n’è l’ennesima prova per l’Ugl: un ‘cittadino’ ha preso a pugni il vetro costringendo la Vigilanza a intervenire. L’operatrice coinvolta si è sentita male, è stata portata al Pronto Soccorso e sono arrivati i Carabinieri. Tra l’Ospedale di Policoro e Matera, episodi del genere se ne vedono tutti i giorni – tuona forte Giordano -. Servono efficaci misure a tutela degli operatori. I lavoratori non devono sentirsi soli. Le cronache che riferiscono i dipendenti del Cup – aggiunge il sindacalista Ugl – riportano con sempre maggior frequenza episodi di violenza nei loro confronti, sempre più esposti al rischio di subire aggressioni da semplici ‘impazziti’ cittadini, pazienti e familiari. L’Ugl Matera ribadisce piena solidarietà alla dipendente che ha subito il danno ed in generale a tutto il personale del Cup che si trova quotidianamente a lavorare in condizioni sempre più difficili, stremati dall’eccessivo carico di lavoro e sempre più spesso vittime di violenze verbali e fisiche. Questi atteggiamenti sono molto gravi quando si aggredisce chi lavora, a maggior ragione se si tratta di personale impegnato a fornire funzionalità alla tutela della salute dei cittadini. Episodi del genere, oltre che deprecabili e intollerabili sono da  attenzionare in modo da fare una programmazione seria, una analisi approfondita del problema, con l’indicazione di alcune linee su cui promuovere una efficace risposta di sistema, oltre che i necessari adeguamenti strutturali di cui necessita l’apparato della Sanità Pubblica del territorio Materano”.

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