di asterisco
A parafrasare la celebre fiaba verrebbe voglia di domandarsi: specchio, specchio delle mie brame chi è il più colto di tutto il reame? Navighiamo un po’ tutti in un oceano di banalità, di vario ordine e grado di diffusività mediatica, con onde tempestose tra vittimismi, amichettismi e nemichettismi traslati come elementi fondanti di quella che da più parti si vuol contrabbandare come cultura.
Nell’interesse di poche specie animalesche che si spacciano per soggetti pensanti, e hanno purtroppo in mano e in misura diversa il destino dell’intera umanità, si va delineando un arcobaleno culturale paranoico non lungo un arco di circonferenza ma una retta che non ha né un inizio né una fine! Si manipola la storia, nella quale hanno valore solo gli accadimenti fattuali di cui abbiamo testimonianze e non di certo le interpretazioni dei tanti guitti o buffoni di corte perversamente malcelate e sbandierate, a seconda del vento che spiri. Un’ambizione assai diffusa nel voler formare le coscienze future, indossando vesti culturali multicolori e calcando i palcoscenici dell’informazione.
Un relativismo culturale imperante di comodo negli ambiti più disparati: sociali, politici, economici e persino religiosi. Banali e inutili definizioni di parole come civiltà o figure storiche di un certo rilievo di cui ci s’impossessa con tracotanza ed esibizionismo giullaresco nei tanti reami piccoli o grandi che siano, che costellano il nostro pianeta. Bisogna riconoscere che anche nel regnicolo nostrano non ci si poteva sottrarre dal guardarsi allo specchio culturale che ci riguarda. Il patrimonio storico che l’ha contraddistinto a scanso delle possibili aberrazioni ottiche, poiché si tratta pur sempre di una superficie speculare, si riflette di necessità in un accaparramento culturale di facciata, nonostante il vento procelloso che spiri in ogni direzione! Aspettiamo ora con ansia un’eventuale folgorazione sulla via, ahimè, non ancora ben definita!

