Covid-19 in Italia. Sesta dose del vaccino Pfizer: la mappa per regioni

La scorsa settimana il commissario Domenico Arcuri ha reso note delle modifiche rispetto alle consegne delle fiale di vaccino. Dati utilizzati per calcolare quanto sarebbero state penalizzate, in percentuale, le regioni e le province autonome. Questo il risultato.

Vaccini contro il Sars-CoV-2. Le regioni più penalizzate dai ritardi di Pfizer. Fonte: Quotidiano sanità

Le regioni in verde più scuro sono quelle che non hanno subito riduzioni nelle consegne. A mano a mano che il colore vira verso il rosso, invece, cresce la percentuale di dosi non consegnate. I dati sono stati pubblicati lo scorsi 17 gennaio. Al netto della riduzione temporanea della consegna delle fiale (in parte compensate dall’uso di 6 dosi invece di 5 per ogni fiala), questo è l’unico dato che potrebbe consentire di capire se effettivamente si stia iniettando anche la sesta dose per ciascuna fiala. Potrebbe nel senso che basterebbe dividere il numero di dosi iniettate, disponibile in formato aperto, per le fiale consegnate e si saprebbe quante dosi vengono ricavate da una fiala. Ancora, negli open data relativi ai vaccini si parla di dosi consegnate (ed iniettate) e non di fiale. E poiché qui è in discussione il numero di dose per fiala, questa circostanza che non permette di effettuare un raffronto e capire se effettivamente venga somministrata anche la sesta dose. Certo, si potrebbe costruire almeno una stima prendendo in considerazione le siringhe. Sì, perché per riuscire a estrarre la sesta dose dalle fiale occorre impiegare le siringhe per dosaggio di precisione. Sapere in quali centri vaccinali sono state consegnate e in quali no permetterebbe di stimare quante fiale vengono spremute fino a ottenere sei dosi. Ma questo non è un dato che sia messo a disposizione del pubblico. Che in alcune zone sia effettivamente avvenuto lo si può sapere calcolando la percentuale di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate (visibile anche nella dashboard governativa). In alcuni casi questa percentuale, per esempio il 24 gennaio a Bolzano, ha superato il 100%. Questo errore immaginiamo sia dovuto al fatto che da alcune fiale siano state ricavate sei dosi e quindi risultino in eccedenza rispetto alle cinque previste inizialmente. Insomma, con i dati che si hanno a disposizione non è possibile capire se l’Italia stia sfruttando al massimo la fornitura del vaccino di Pfizer/BioNTech. Una maggiore informazione su questi aspetti consentirebbe di misurare ancora meglio l’efficacia della campagna vaccinale messa in campo dal governo e dal commissario Arcuri, all’insegna di una ulteriore trasparenza.