Cifarelli (PD): Asm a rischio collasso. Gas ai lucani deve essere secondo equità

“Non hanno tutti i torti le OO.SS. a sollevare dubbi sull’operato della Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria di Matera. Sono note le difficoltà dei rapporti tra sindacati e Direzione Aziendale e non sarà certo un comunicato stampa in risposta alle giuste osservazioni sollevate dalle Organizzazioni Sindacali a risolvere le tante questioni aperte presso l’ASM e gli ospedali di Matera e di Policoro oltre che quelle su Tinchi, Tricarico e Stigliano”. È quanto dichiara il consigliere regionale lucano del Pd Roberto Cifarelli che aggiunge: “Non convince per nulla la tempistica adottata per l’individuazione del nuovo Direttore della Unità Operativa Complessa “Innovazione tecnologica ed attività informatiche”. Abbiamo dubbi, infatti, se tale avviso potesse essere aperto anche al personale in funzione di comando e se, sulla base della delibera che approvava contestualmente all’avviso anche i nominativi dei componenti della Commissione esaminatrice, fosse legittimo sostituire un componente della Commissione senza dover ricorrere a nuova deliberazione e riapertura dei termini. Ma non convincono neanche le risposte che l’ASM dà in merito a tutte le problematiche che affliggono l’ASM in materia di liste d’attesa, di turn over del personale, di migrazione sanitaria verso altre strutture ospedaliere di fuori regione. Il clima delle relazioni sindacali all’interno dell’ASM tende a peggiorare sempre più ed insieme ad esso la qualità e quantità delle prestazioni erogate. Abbiamo perso le tracce della realizzazione dell’attesissimo bunker per la radioterapia ed abbiamo purtroppo notizia delle fortissime criticità di Anatomia Patologica del Madonna delle Grazie a causa delle disorganizzazione e per la carenza di personale, con forti conseguenze sulla tempistica dei referti istologici che vengono rilasciati anche dopo tre mesi dalla richiesta. Sono immaginabili le ripercussioni sui malati oncologici per i quali, come si sa, i successivi interventi terapeutici sono ‘tempodipendenti’. Ci domandiamo, infine, come potrà l’ASM assumere nuovo personale o attrarre da altre strutture se, a quanto sembra, il bilancio consuntivo 2021 non viene ancora approvato (la scadenza era al 31 maggio) perché i conti non tornano. Se fosse vera questa voce ed il consuntivo dovesse chiudersi, come sembra, con un disavanzo di diversi milioni di euro, sarebbe inevitabile il commissariamento con le ulteriori conseguenze negative per il diritto alla salute dei cittadini”.

Il capogruppo PD in Consiglio regionale interviene anche sul Ddl ‘gas gratis ai lucani’: “Ristorare i lucani alle prese con una forte crisi inflattiva e un notevolissimo incremento dei costi energetici attraverso il gas gratuito è un atto che abbiamo proposto per primi. Tuttavia se pensassimo che questa misura, così come proposta dalla maggioranza di centrodestra, serva ad impedire lo spopolamento significa fare demagogia e voler ingannare i cittadini della Basilicata. Il Gruppo PD in Consiglio regionale ritiene che la modalità con cui si arriva all’esame di questo provvedimento e la volontà di voler approvare in tutta fretta senza voler ascoltare e migliorare un testo è una scelta che contestiamo perché, questo provvedimento, così com’è, rischia di essere iniquo, che non tiene conto di tutti i cittadini lucano, non entra nel processo della transizione energetica, non tiene conto delle imprese e per molti versi fa perdere un’occasione storica alla Basilicata”.
“Non è vero che non si possa rendere progressiva in base al reddito il contributo alle famiglie. Significa farlo in modo più giusto e più equo – aggiunge Cifarelli -. Si deve, nell’immediato, potenziare fino al 100% il bonus energia per le famiglie con redditi più bassi. E’ una questione di volontà che chiediamo si compia. Come diceva Don Milani: Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali. Per questo chiediamo al Presidente Bardi ed al Consiglio regionale di farsi carico del tema dell’ingiustizia che si compie nel dare a tutti, ricchi e meno ricchi, lo stesso tipo di contributo. L’occasione storica che la Basilicata poteva compiere dopo l’impegnativa rinegoziazione degli accordi precedenti con le Concessionarie Eni, Shell, Total, alle quali è stato richiesto di rivedere in sensibile aumento la misura delle compensazioni dovute, doveva essere l’occasione per discutere, insieme a loro, del percorso di riconversione degli impianti petroliferi e diventare, in questa maniera, un dimostratore europeo autentico di riconversione energetica. Solo in questo modo si poteva, come dicono tutte le sigle sindacali e datoriali, rendere possibile una transizione non solo energetica ma anche sociale dando il tempo alle imprese ed ai lavoratori che rischiano di uscire dal mondo produttivo a causa della conversione energetica di formarsi in altre attività, non oil. Il caso Stellantis di cui dopo circa tre anni il Presidente Bardi si accorge dovrebbe far riflettere. Questa occasione doveva essere utilizzata per portare il mondo delle imprese lucane nel futuro perché solo creando lavoro si impedisce lo spopolamento e si determina un nuovo paradigma sociale. Incentivare il risparmio, l’efficientamento e la riconversione energetica non la si ottiene attraverso la proposta della maggioranza di centrodestra lucano. Per farlo dobbiamo usare le risorse disponibili e sommarle ai provvedimenti del governo nazionale che è intervenuto proprio lungo queste due assi: lotta alla povertà energetica e transizione. Non comprendere l’occasione storica che abbiamo di fronte è un campanello d’allarme che conferma i dubbi che questo provvedimento sia solo uno spot elettorale. Sulla lotta alla povertà energetica, con il DL Aiuti bis, il governo nazionale ha abbattuto gli oneri di sistema e incrementato il bonus bollette. Sulla transizione energetica, invece, ha sviluppato le procedure autorizzative e incentivato, con fondi del PNRR, l’installazione di sistemi di produzione di rinnovabili per le comunità energetiche nei comuni con massimo 5.000 abitanti. La Regione Basilicata deve integrare le misure nazionali per incentivare la realizzazione di comunità energetiche anche nei comuni oltre i 5.000 abitanti (esclusi dagli incentivi nazionali e che in Basilicata sono 24 per oltre 300.000 abitanti). Questo serve ad ampliare la platea dei beneficiari all’intera regione che, così, nell’arco di pochi anni, potrà iniziare ad ottenere energia completamente gratuita per tutto il ciclo di vita degli impianti. Impianti, la cui realizzazione innescherebbe opportunità di lavoro per tecnici, maestranze e per l’intero tessuto di PMI del territorio. La scelta del Presidente Bardi di non voler acconsentire ad un ulteriore approfondimento del Disegno di Legge e soprattutto non voler prendere in considerazione nessuno degli emendamenti presentati dal PD e dei gruppi di minoranza è il segno della volontà di fare propaganda pura. Ma i lucani sanno comprendere cio che è bene e giusto rispetto alla demagogia. Come Partito Democratico avevamo proposto 5 emendamenti: aveva lo scopo di definire una proporzionalità reddituale nella erogazione della misura a favore di tutte le famiglie lucane titolari di un “Punto di rilascio” e la limitava ad un solo “Pdr” per ogni famiglia; aveva lo scopo di allargare la misura anche a tutte le famiglie non titolari di un “Punto di rilascio” che analogamente alle prime, perché non allacciate alla rete gas metano, soffrono degli aumenti dei costi energetici: aveva lo scopo di incentivare famiglie ed imprese verso investimenti nella direzione della transizione energetica e quindi senza l’uso di risorse fossili; specificava che l’attuazione della legge è demandata alla Giunta, previo parere della competente Commissione consiliare; inserire una clausola valutativa dell’intera legge che, essendo innovativa, potrebbe avere bisogno, sulla base dei risultati, di interventi manutentivi. La scelta del Presidente Bardi dimostra una cosa: excusatio non petita, accusatio manifesta. Il Presidente Bardi ha perso l’occasione, per sempre, per lasciare il suo contributo positivo alla Basilicata. Buona campagna elettorale Presidente Bardi”.

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