Cer: Cestari, siamo in sintonia con la strategia del Ministro all’Ambiente Picchetto Fratin

di Arturo Giglio

Il decreto sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) prevede un onere di incentivazione annuo compreso tra i 230 e i 340 milioni annui per vent’anni; si stimano investimenti in infrastrutture di rete per circa 37 miliardi di euro e di oltre 6 miliardi per i sistemi di accumulo; il decreto sull’agrivoltaico prevede 30 mln di euro l’anno per vent’anni. I dati forniti dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin indicano che ci sono tutte le opportunità, in primo luogo finanziarie, per lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili. Così l’ing. Alfredo Carmine Cestari, presidente del gruppo che con base operativa in Basilicata e per il Sud a Moliterno, attraverso proprie società specializzate in Italia e all’estero, opera nel settore della produzione elettrica da fonti rinnovabili, realizzando impianti ecocompatibili e valutando gli impatti ambientali e sociali connessi all’implementazione di tecnologie alimentate da fonti alternative di energia, impegnato a promuovere le Cer soprattutto al Sud. Sono significative – aggiunge – le informazioni fornite dal ministro sui costi previsti per gli incentivi alle Cer che permetteranno di diffondere una modalità economica e sostenibile per produrre e consumare energia. L’obiettivo finale a livello nazionale è promuovere l’installazione di 5 GW di nuovi impianti rinnovabili, quasi quanto tutti quelli installati nel Paese corso dell’ultimo anno.
Il tutto facendo leva su robuste leve economiche, che per i Comuni sopra i 5mila abitanti consistono in una tariffa incentivante ventennale sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa (mentre nei Comuni entro i 5mila abitanti è previsto anche un contributo in conto capitale, finanziato con fondi Pnrr). In stretta sintonia con la strategia del Ministro Frattin con l’Accordo quadro di cooperazione strategica siglato tra la JETION SOLAR (CHINA) e la Strategic Energy Resources SRL – Gruppo Cestari intendiamo realizzare 150 comunità energetiche, molte saranno in Basilicata e nel Sud. La massima redditività di una comunità energetica si ha quando l’energia prodotta viene autoconsumata, quindi maggiore è la quota di energia autoconsumata maggiore è il beneficio per la comunità. L’obiettivo è quello di massimizzare la quota di autoconsumo, remunerato molto bene. Le Comunità energetiche rinnovabili – afferma ancora Cestari – -sono uno strumento strategico, specie nelle regioni meridionali per la transizione energetica, per il risparmio sulle bollette di energia, per accrescere l’occupazione

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