CCSL 2023-2026, chiesto aumento 8,4% pari a 153 euro medi mensili

Al via oggi presso l’Unione Industriali di Torino, l’incontro per il rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL) dei gruppi Stellantis, Cnhi, Iveco Group e Ferrari in scadenza il 31 dicembre prossimo. L’incontro arriva dopo l’illustrazione nelle assemblee della piattaforma presentata a Roma lo scorso 10 ottobre e a valle dell’approvazione della  piattaforma nei Consigli di Fabbrica di Fim, Uilm, Ugl, Acqf   

“Durante questo primo incontro di avvio negoziato abbiamo ribadito all’azienda la necessità di concludere presto e bene la trattativa. In una situazione come quella attuale con un’inflazione vicina alle due cifre è prioritario  tutelare il potere d’acquisto dei salari dei lavoratori puntando nel contempo a  migliorare altri aspetti economici e normativi del contratto.  Su queste basi, abbiamo richiesto un aumento dell’8,4% nel 2023, un 4,5% nel 2024 un 2,5% nel 2025. Richieste che tengono naturalmente conto del recupero del differenziale di inflazione del 2022, il cui dato è molto superiore alle aspettative e fanno riferimento ad uno scenario inflattivo che nei prossimi tre anni sarà caratterizzato da grande variabilità e incertezza. Gli aumenti andranno pertanto adeguati sul dato dell’inflazione reale anno per anno”. È quanto dichiarato dal Segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia e dal e del Segretario nazionale responsabile automotive Ferdinando Uliano che proseguono: “In questa direzione è importante per noi lavorare anche per  migliorare i premi variabili e altri emolumenti, quali l’indennità di funzione direttiva, l’elemento economico sul ciclo continuo e le maggiorazioni al sabato. Il riconoscimento delle professionalità, investite dai cambiamenti nel settore dell’auto è al centro delle nostre richieste. Vi è anche un tema legato alla formazione e alla necessità di rafforzare le competenze dentro il processo di trasformazione del settore, pertanto chiediamo l’introduzione di un diritto minimo di 40 ore di formazione e di valorizzarla anche attraverso il suo riconoscimento salariale con l’introduzione di un meccanismo economico premiante per tutti i lavoratori. Riteniamo al contempo necessario rafforzare gli importanti strumenti di welfare già presenti nel CCSL, che rappresentano un elemento di tutela aggiuntiva per i lavoratori e le loro famiglie. Pensiamo che sia indispensabile incentivare la trasformazione volontaria del premio di risultato in welfare. Chiediamo di introdurre nel contratto dei flexible benefits a favore di tutti i lavoratori per poter beneficiare dei vantaggi fiscali e contributivi e il rafforzamento di sanità e previdenza integrativa. Sull’orario di lavoro abbiamo richiesto l’introduzione di nuove forme di elasticità per conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro. Per i lavoratori che svolgono attività non da remoto e per quelli che sono vincolati alla produzione si devono allargare le fasce d’ingresso, migliorando i permessi di recupero e l’utilizzo dei permessi retribuiti frazionati. L’istituto del recupero produttivo deve essere ulteriormente regolamentato e migliorato sul piano economico. Dobbiamo normare lo smart-working, definendo le tutele a garanzia del lavoratore, al quale si devono riconoscere i costi e gli svantaggi sostenuti per lo svolgimento della prestazione da remoto.  Tra le richieste abbiamo inoltre inserito importati misure a contrasto di violenza e molestie, a sostegno dei genitori e per le pari opportunità. Per non abbassare la guardia su salute e sicurezza, abbiamo inoltre chiesto di rafforzare dentro il CCSL  la formazione degli RLS e dei lavoratori, introducendo “brevi moduli formativi di 15 minuti retribuiti” e l’analisi dei mancati infortuni e delle malattie professionali. Infine davanti alle grandi trasformazioni che stanno interessando il settore è necessario  rafforzare le commissioni di partecipazione, soprattutto in materia di sicurezza e organizzazione del lavoro e aprire un confronto in tutti gli stabilimenti sul tema degli investimenti e delle prospettive industriali e occupazionali. Giudichiamo positivamente l’apertura dell’azienda ad avviare un negoziato sulla base della nostra  piattaforma di richieste, rappresenta sicuramente  un segnale di attenzione importante verso le lavoratrici e i lavoratori in un momento particolare e difficile sul piano economico e sociale. Ora ci aspettiamo  che la trattativa venga portata avanti con un calendario serrato d’incontri per concludere positivamente il rinnovo entro i tempi di scadenza”.

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