Braia: il destino e l’unità della Basilicata si scrivono prima di tutto sulla sanità

“Il risultato non poteva che essere disastroso, siamo ultimi nella classifica 2022 del Welfare Index Italia, insieme alla Calabria. Record negativo impressionante. La confusione è totale per i circa 7200 dipendenti di ruolo della sanità regionale (medici, infermieri, oss, tecnici ed amministrativi), gli oltre 1000 medici di medicina generali e di continuità assistenziale, pediatri e specialisti ambulatoriali. In questa legislatura, pandemia compresa, vi è una chiara responsabilità della politica regionale e della sua maggioranza di centro destra. Aggiungiamo l’alternarsi di assessori, commissari pro tempore, Direttori Sanitari e Direttori Amministrativi che hanno seguito le solite diatribe politiche tra partiti e blocchi di potere al loro interno. Tra l’altro  sono ancora oggi sprovvisti di figure apicali l’Asm, l’Asp, il San Carlo e il Crob. Si attendono le nomine da mesi pur avendo, ad esempio, nel caso del Crob (commissariato da oltre 1 anno) le domande scadute dal luglio scorso, che devono ancora essere valutate da commissioni neanche nominate.”

Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva – Renew Europe

“A chi ha operato e opera – prosegue il Consigliere Braia – comprese imprese e operatori della sanità privata accreditata e convenzionata, in questo grande delirio di governance seguito da una disorganizzazione evidente di tutto il Sistema Sanitario Regionale,  va reso un enorme ringraziamento a nome delle lucane e dei lucani.  Hanno sempre e comunque resistito come eroi in trincea, come soldati spesso allo sbaraglio senza comandanti e/o generali a impartire ordini, spesso da remoto e a distanza, peggio ancora senza obiettivi, senza coordinamento, ignari dei territori su cui combattere e delle truppe su cui contare.

Le scuse, invece da parte di Bardi, degli assessori Leone transumato da Forza Italia a Fratelli d’Italia, Fanelli oggi della Lega e dell’intera maggioranza di questo insufficiente centro destra, alla comunità lucana tutta non sono mai arrivate. Senza riconoscimento del diritto alla salute, tempi di liste di attesa infinite e costretti spesso ad andare fuori regione per curarsi anche per le patologie più banali, pagando il prezzo più alto.

Sono riusciti nell’impresa di peggiorare un Sistema Sanitario Regionale che non è mai stato il primo in italia (se non nell’assistenza domiciliare integrata che hanno provato anche a distruggere) in queste condizioni, non hanno dato un minimo di continuità gestionale (presupposto del buon governo) a nessuna delle aziende sanitarie lucane, Crob e dipartimento salute compreso. Hanno accumulato, invece, problemi per la cittadinanza e alle finanze regionali anche inefficienze e performance negative, sintetizzate senza pietà nell’ultimo posto in classifica di Basilicata e Calabria sui 22 parametri di performance del “Welfare Italia Index”  (53.9 punti rispetto a 81.3 della provincia autonoma di Trento e ultimo posto assoluto per spesa pro-capite con 274 Euro per abitante rispetto ai 709 Euro pro-capite della Lombardia). 

Altro che proposta di autonomia differenziata, questo è un vero e proprio attentato alla salute dei lucani e delle lucane, precursore di una estinzione istituzionale. Non c’è vacanza per chi è in difficoltà e per i temi della salute. Invece il DG Bortolan, ricordando quasi il comandante Schettino, abbandona la nave con il mare in tempesta, mentre la stessa affonda sotto lo sguardo del Governo Regionale, ormai al capolinea.

Il diritto alla cura, soprattutto per coloro che non possono permettersi cure private anche fuori regione, non può essere considerato un privilegio, come quasi appare essere ora per la Basilicata. 

Il futuro dell’Italia e soprattutto della Basilicata si gioca, a mio avviso, sulla capacità di integrare in maniera virtuosa sanità pubblica e privata accreditata, sulla quantità e qualità dei servizi sanitari che saremo in grado di organizzare e offrire in prossimità e a domicilio, sfruttando le anche le grandi possibilità che la tecnologia, l’innovazione sono in grado di rendere possibili con semplicità. Se solo ci fosse lungimiranza, visione, conoscenza, responsabilità e consapevolezza da parte di chi ci governa. 

Dobbiamo ripartire tutti insieme – conclude Braia – abbiamo anche in Basilicata uomini e donne con capacità e buona volontà, competenza, etica e moralità e senza cercare necessariamente fuori, risorse umane eccellenti della nostra terra e intelligenze che abbiamo esportato in ogni campo e settore, in Italia e nel mondo. Forse è arrivato il tempo di richiamare qualcuno non solo in occasione di consegna premi alla carriera che danno giusta visibilità ma per riscattare attraverso loro le loro e nostre comunità di origine. La Basilicata ai lucani non é uno slogan elettorale ma un progetto concreto da lanciare e un obiettivo ambizioso da raggiungere.”

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