Bonus edilizia, Giordano (Ugl): «Nel Materano ditte in crisi»

“Tutta la filiera edilizia nella provincia di Matera rischia il collasso. Per i cittadini e le aziende oramai il bonus è diventato un vero e proprio calvario fatto da attese, ritardi, aumenti, anche con preventivi già fatti. Il pericolo di contenziosi per i prezzi che lievitano. Se le aziende sono in pericolo, chi ha deciso di fare i lavori in casa è costretto a ridimensionare le richieste o a completarle di tasca propria. Per l’Ugl nel territorio materano la situazione è preoccupante perché le aziende si trovano obbligate a ritrattare preventivi emessi perché non sono più attuali anche a distanza di pochi mesi”. Lo dice Pino Giordano dell’Ugl Matera a margine di un incontro provinciale svoltosi tra dirigenti dell’o.s. che ha visto esaminare i rischi che imprese e cittadini stanno affrontando. Per il sindacalista, “rischiano i cittadini che hanno avviato percorsi di ristrutturazione con superbonus 110%, ecobonus 65% (sostituzione generatori, caldaie, condizionatori), bonus edilizia tradizionale 50% e bonus facciate 60%. Si voleva far ripartire l’edilizia a Matera e provincia, ci si era riusciti. Ma ora si è davanti a un possibile crack. Si rischia che i lavori non vengano terminati, che i materiali ordinati non arrivino nei tempi prestabiliti. E non solo. Ci saranno contenziosi legali perché – aggiunge Giordano – se non sono conclusi i lavori a scadenza dell’agevolazione, viene meno il contributo da parte dello Stato. E chi paga? Un vero dramma nel dramma: a ciò si deve aggiungere che se le piccole imprese non potranno incassare i crediti fiscali per lavori incentivati dai bonus edilizia si perderanno complessivamente tra i 1500 posti di lavoro in Basilicata. L’impatto sull’occupazione che vede il blocco del sistema della cessione dei crediti, porterà inevitabilmente al fallimento e relativa scomparsa delle imprese artigiane del comparto costruzioni nel Materano che sono poco più di un migliaio a cui aggiungere gli artigiani della filiera (manutentori, installatori impianti termici ed elettrici, ecc.). Ma questo è soltanto uno dei problemi. Il rincaro delle materie prime, anche del 200%, come per i cappotti termici e per il ferro. Poi il boom di richieste che ha determinato una carenza sul mercato di materiali dell’intero comparto, dagli infissi ai termosifoni e di conseguenza un ulteriore aumento dei costi tale che le ditte, rischiano di lasciare i lavori a metà se non il fallimento. Mancano manovali, muratori ma non si trovano nemmeno professionisti: dai geometri agli ingegneri. Ma cosa rischiano ora i cittadini materani? Di trovarsi a lavori iniziati senza vedere la fine.  Per l’Ugl Matera, le aziende sono in difficoltà estrema, il settore è bloccato. Costretto a pagare lo scotto della stretta, imposta per legge, a sconto in fattura e cessione del credito applicati ai bonus edilizi. E le aziende materane – prosegue Giordano – su avvio del bonus e certezze che hanno firmato contratti con la clientela, prenotato materiali, reclutato manodopera e svolto i lavori, anticipando di tasca propria gli incentivi fiscali riconosciuti dallo Stato. Adesso con  il venir meno dei crediti, le continue modifiche normative in materia di bonus edilizia e la volontà del Governo di non prorogare il superbonus dove colpiscono proprio l’unico settore che, anche grazie a queste misure di sostegno, ha rimesso in moto il mercato del lavoro negli ultimi due anni, si blocca tutto. Gli stop and go normativi di questi ultimi mesi hanno vanificato le aspettative e gli sforzi di cittadini e imprenditori. Oggi mentre migliaia di famiglie sono al lastrico economico in una provincia che poteva essere tra le più ricche d’Italia, deve arrancarsi a sopravvivere: come sindacato riteniamo che non è il momento storico per parlare di una legge sul salario minimo ma, in questa fase più che mai, tutta l’Italia ha bisogno di responsabilità. Come Ugl Matera – conclude Giordano – sentiamo il dovere di rivolgere a tutti, attori sociali, politici della nostra provincia e unitariamente, l’appello a sottoscrivere un Patto per il lavoro e lo sviluppo volto ad accompagnare il processo di ripresa grazie anche alle risorse del Pnrr. Vanno salvaguardate le imprese e tutti i posti di lavoro del nostro territorio”.

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