Ben 226 anni di…Tricolore italiano

Sono passati ben 226 anni dall’adozione del tricolore come bandiera nazionale italiana. Accadde esattamente il 7 gennaio del 1797 a Reggio Emilia, durante il Congresso Cispadano per decretare la nascita della Repubblica Cispadana comprendente i territori di Bologna, Reggio, Modena e Ferrara, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni che volle l’adozione dello “Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori: Verde, Bianco, e Rosso”. Il tutto a seguito della rivoluzione francese e della discesa di Napoleone Bonaparte dove le numerose repubbliche giacobine avevano bandiere con tre fasce di colori ispirate al modello francese del 1789.

Basti rammentare i vessilli reggimentali della Legione Lombardia caratterizzati dal bianco e rosso(come la croce rossa sul campo bianco) e verde(le uniformi delle guardia civica milanese).

La commemorazione della bandiera italiana, la “Festa del Tricolore”, deve la sua nascita alla legge numero 671 del 31 dicembre 1996 e il suo rilievo costituzionale all’articolo 12 per cui “La bandiera della Repubblica Italiana è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ogni cittadino italiano è fiero di portare la bandiera italiana in qualsiasi occasione, manifestazione e commemorazione perché è un simbolo identificativo di un popolo, come lo sono le altre bandiere nel resto del mondo.

Lo stesso poeta, Giosuè Carducci, ne sottolineò l’importanza durante il discorso tenuto a Reggio Emilia il 7 gennaio 1897 in occasione del primo centenario dell’istituzione della bandiera italiana in cui disse, con fervente incitazione: ”Tornate, o giovani, alla scienza e alla coscienza de’ padri, e riponetevi in cuore quello che fu il sentimento, il voto, il proposito di quei vecchi grandi che han fatto la patria: l’Italia avanti tutto! L’Italia sopra tutto”.

Anche l’Inno nazionale di Goffredo Mameli è ispirato alla bandiera italiana come simbolo di un crescente desiderio di libertà e indipendenza: “Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò”. Ed è sulla scia di tanto sentimentalismo che ognuno di noi deve portare quel senso dell’appartenenza alla propria terra, regione, senza distinzione di sorta tra Nord e Sud poiché l’Italia è una e sola dal 1861.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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