Basilicata. Indagini della Procura della Repubblica sui vaccini Pfizer-BioNTech inoculati ultimamente e sui tamponi somministrati nella prima fase della pandemia da Covid-19

Covid-19: doppia indagine della Procura di Potenza, guidata da Francesco Curcio (nella foto). Duranta la pandemia dello scorso anno era scattata l’inchiesta sui raccomandati che effettuarono il tampone e su alcuni decessi. Al vaglio dei magistrati com’è noto ci sono presunte omissioni e differenze di trattamento in relazione ai tamponi naso-faringei somministrati a persone che non avevano un quadro clinico o epidemiologico tale da giustificarne l’urgenza a discapito di persone che invece presentavano i sintomi della malattia dovuti al virus Sars-CoV-2. I casi più famosi: il 67enne Antonio Nicastro e il 58enne Palmiro Parisi, entrambi morti per Covid-19 tra fine marzo e inizio aprile 2020 all’ospedale San Carlo di Potenza. Sia Nicastro che Parisi dovettero aspettare quasi due settimane prima di poter fare il tampone molecolare nonostante presentassero gravi sintomi della malattia. Su questi due decessi, e non solo, gli inquirenti vogliono vederci chiaro e non escludono gravi responsabilità. Responsabilità invece escluse da un’indagine interna disposta dalla Regione Basilicata. Dopo i tamponi effettuati a persone che non presentavano caratteristiche sanitarie che ne giustificassero la somministrazione ora è la volta dei vaccini anti Covid-19. Tutti al vaglio della Procura della Repubblica di Potenza. I magistrati del capoluogo di regione avrebbero chiesto all’Asp la documentazione relativa alle vaccinazioni anti Covid-19 effettuati con il farmaco Pfizer-BioNtech. La Procura ha acquisito i nomi di coloro ai quali è stata inoculata la dose del vaccino, sospettando che tra questi vi siano persone che al momento non ne avevano diritto essendo riservato, nella prima fase, al personale sanitario.