Autonomia differenziata: una “cagata” pazzesca!

di asterisco

È questa la sola definizione possibile che può dare significato ai due termini, che il centrodestra sventola come una bandiera a più non posso, mascherando interessi subdoli e separatisti, con il beneplacito di un’accozzaglia di legulei e compiacenti costituzionalisti di maniera che nel nostro paese per tradizione non sono mai scomparsi.

Si prenda ad esempio una risorsa come l’agricoltura, una peculiarità che rapportata al nostro territorio, nella sua marcata differenziazione orografica, trova la sua migliore corrispondenza nei tanti prodotti, tutti diversi e particolari ma che nessun’altra regione europea possiede. Ogni regione italiana dal settentrione al centro e al sud, e occorre dire che quest’ultimo corrisponde ai due terzi dell’intera penisola, potrebbe in linea teorica essere autosufficiente.

Il valore fondante dell’unità nazionale in teoria avrebbe dovuto ben amalgamare tali caratteristiche secondo il disegno risorgimentale invece di creare uno Stato che ha sempre viaggiato a velocità differenti e che oggi continua con i miraggi di un’industrializzazione selvaggia che ha solo creato un benessere apparente, foraggiando in modo spudorato una classe di saprofiti nella veste di politicanti e imprenditori senza scrupoli.

A qualcuno di certo fa molto comodo, come è sempre stato, inneggiare al detto uso e consunto: o brigante o emigrante!    

radionoff
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