Anisap: prestazioni ambulatoriali bloccate da una legge regionale

“Siamo all’assurdo: il provvedimento che avrebbe risolto la questione delle prestazioni extra budget ovvero della remunerazione delle prestazioni rese ai cittadini della Basilicata in conseguenza di un fabbisogno superiore alle risorse stanziate (Legge Regionale 11/2023), da parte delle strutture sanitarie accreditate, è diventato, con nostro sommo stupore, esso stesso il problema”. Ad affermarlo è il presidente ANISAP Basilicata Roberto Cicchetti. Dopo mesi di confronti, proteste e sollecitazioni da parte delle associazioni di categoria, si è giunti a quella che sembrava essere la soluzione ovvero l’introduzione dell’art.10 nella Legge 11/2023, con il quale si destinavano 4.0 mln euro (su 6.0 mln) per le prestazioni del 2022 rese in regime di extra budget e 5.0 mln euro a valere sul 2023, ad integrazione dei budget già definiti con apposita delibera. Oggi si scopre che sull’art.10 pesa il dubbio della incostituzionalità e quindi in via preventiva sarà oggetto di revoca da parte regionale. Questo vuol dire blocco immediato degli effetti che la stessa legge regionale avrebbe avuto, a favore dei cittadini della Basilicata, ovvero una maggiore possibilità di accesso alle cure visto un fabbisogno di prestazioni di gran lunga superiore a quanto programmato. In realtà anche su quest’ultimo punto riguardante la programmazione c’è da dire che, ad oggi, non esiste un atto regionale che definisca in maniera puntuale il fabbisogno. Anisap lo chiede da tempo, le risorse, invece, vengono stanziate in maniera automatica e ragionieristica di anno in anno e, sistematicamente, risultano largamente insufficienti a soddisfare quanto i cittadini chiedono in termini di prestazioni alle strutture sanitarie accreditate. Si ricordi che trattasi di risorse, ancorché stabilite per legge dello Stato (Spending Review), ancorate a dati consuntivi del 2011, cioè per dirla in maniera semplice si utilizza la spesa del 2011 per soddisfare il fabbisogno di cure nel 2023.
Al di là dei tecnicismi legali, la cui valutazione è a carico degli uffici regionali preposti, secondo noi – afferma Cicchetti – è doveroso da parte regionale assumere un provvedimento alternativo, snello e di rapida attuazione con il quale riassegnare le risorse del 2022 (per le prestazioni già erogate) e integrare quelle del 2023 tramite l’utilizzo delle economie derivanti dalla ospedalità privata. Del resto le risorse per il 2022 sono state già trovate e quelle per il 2023 sono già disponibili in quanto non vi è attività di alcun ospedale privato accreditato in Basilicata.
Rimarrebbe un elemento centrale da mettere a fuoco riguardante le risorse del 2023. Dall’incontro con il Direttore Generale del Dipartimento è emerso un anomalia inaccettabile ovvero una quota considerevole dei 5.0 mln euro sarebbero destinati alle prestazioni per cittadini extra regionali. Noi riteniamo che stante il fabbisogno di prestazioni, che quotidianamente i centri accreditati registrano, i 5.0 mln euro a valere sul 2023 debbano essere messi a disposizione per le sole prestazioni rese a cittadini della regione Basilicata. “Una scelta contraria – continua il presidente Anisap – sarebbe uno schiaffo alla popolazione lucana e alle strutture sanitarie accreditate, la cui finalità è svolgere la propria attività al servizio di questa regione. Non è pensabile che una importante quota del finanziamento debba essere dedicato a curare cittadini di altre regioni se il cittadino lucano ha già grandi difficoltà di accesso alle cure. Per dare accesso a cittadini delle regioni limitrofe, che oggettivamente si trovano in altrettanta difficoltà, si mettano in campo altri strumenti amministrativi e contabili di compensazione tra regioni. Oltretutto circa 2.0 mln di euro su 5.0 mln, verrebbero così distribuiti in massima parte a poche strutture (3-4) su tutto il territorio regionale, togliendo risorse alle oltre 50 che quasi esclusivamente erogano prestazioni a cittadini lucani”.

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