Anche se c’è da piangere è meglio ridere

di Canio Sabia

Il giorno 13 – 02 – 2025, nel comune di Potenza in SS7 VAR/B DIR. POTENZA LOC.VARCO D’IZZO, un AUTOVEICOLO commetteva l’infrazione di superare il limite di velocità massima imposta di 70 Km/h alla velocità di 76,1 Km/h.

L’automobilista “giustamente” è stato sanzionato se pur col minimo della “pena pecuniaria”, di € 42,82 (sanzione applicata in misura ridotta se pagata entro 5 giorni dalla data di ricezione della notifica).

Sempre nella notifica è consigliato il rapido pagamento perché   altrimenti la sanzione sarebbe lievitata a € 52,42 se pagato oltre i cinque giorni; naturalmente il cortese e “perentorio” invito è scritto in grassetto.

L’automobilista, reo della violazione, godendo di una pensione minima, dopo una notte insonne, ha provveduto immediatamente a pagare la multa in un Ufficio Postale del capoluogo.

Fin qui ci sarebbe da piangere se solidali col pensionato che sborsa (anche se per sua colpa) una così, per lui, “ingente somma”.

Qui incomincia il bello.

Finalmente dopo un bel po’ d’attesa viene “estratto” il suo numero di prenotazione che la solerte attempata impiegata, dal volto quasi coperto dagli abbondanti riccioli di vario colore, controlla e inizia l’operazione per il pagamento.

Il foglio consegnato all’impiegata riporta le opzioni che il Comune ha previsto e cioè quella di € 42,82 (la rapida) e quella di € 52,42 (la ritardata).

Nel frattempo, il pensionato trasgressore, chiede che gli venga praticato lo sconto del 50% sulla tassa postale che è di € 2,00 in quanto ha superato i 70 anni.

Compiuta l’operazione l’attempata impiegata, sfoggiando un ampio sorriso al già “rattristato vecchietto”, chiede € 57,42.

«Ma se la multa è di € 42,82 più un euro di tassa postale, devo pagare euro 43,82» dice l’anziano, ma è subito incalzato dalla donna che, stizzita e alterata, dice: «Lei avrebbe dovuto dirmelo subito che pagava la multa entro i cinque giorni e che ha più di settant’anni, io non posso sapere… e quindi l’errore è suo e l’operazione non si può annullare, mi dispiace ma devi pagare e basta».

È proprio vero che la miglior difesa è l’attacco!

La rude signora postale, sprizzando tutta la sua certamente “rustica progenie” e inveendo contro le burle che compie il tempo nei confronti di alcuni (riferendosi al pensionato), suggerisce al signore di pagare e allontanarsi dallo sportello perché ostacola il suo faticoso lavoro e sottrae tempo a chi aspetta.

Il pensionato, che voleva risparmiare, purtroppo ha pagato 13,60 euro in più, quell’Ufficio Postale ha fatto guadagnare 13,60 euro in più al Comune di Potenza che, certamente mai rimborserà l’eccesso di incasso e la folla che attendeva il proprio turno, dopo aver apprezzato il signorile comportamento del GALANTUOMO è ritornata nella solita indifferenza di quanto accade intorno a essa. È meglio ridere che piangere! Tanto la capacità lavorativa e la cortesia per chi sta al pubblico sono solo un optional, per i “pubblici servizi”.