3ª dose, Garattini raccomanda cautela. 18 massimi esperti dicono lo stesso

Silvio Garattini, farmacologo italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. raccomanda cautela nella somministrazione generalizzata del siero di richiamo del vaccino anti-Covid. Durante la puntata di ieri de “L’Aria che tira”, il programma in onda su La 7, Garattini ha evidenziato la pressione delle aziende farmaceutiche: “Vorrei aspettare, certamente l’industria farmaceutica è molto interessata alla terza dose e sta molto spingendo in questa direzione. Però io aspetterei di vedere i risultati perché ci sono sperimentazioni in corso e bisogna stabilire chi ne ha veramente bisogno penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che coloro che hanno il trapianto d’organo o che hanno terapia immunodepressive rispondono molto poco hanno bisogno della terza dose”. Insomma secondo lo scienziato il farmaco non dovrebbe essere inoculato nelle persone che godono di buona salute. Sarebbe opportuno sottoporsi al test di verifica degli anticorpi prima di procedere con la terza dose perché “quello che conta in un vaccino non sono solo gli anticorpi sono tutte le risposte immunitarie che derivano da un vaccino. Prima di tutto la memoria cioè è importante sapere quanto dura la memoria immunitaria vuol dire che se si ripresenta questa proteina del virus l’organismo è in grado di reagire perché si ricorda che questo è un insulto all’organismo, quindi, elabora la risposta”. “Errore partire con una campagna generalizzata allo stato attuale – conclude Garattini -, non dimentichiamoci che occuparci dei Paesi a basso reddito non è un atto di beneficenza è una forma di sano egoismo perché il vantaggio ritorna da noi. Se non vacciniamo tutto il mondo, quello che facciamo noi nei paesi rischia di essere inutile perché rischiamo di aver qui delle varianti che sono insensibili ai nostri vaccini e quindi dobbiamo ricominciare tutto da capo”.
Mentre qui autorità sanitarie ed esperti di casa continuano a comunicare tutto e il contrario di tutto, Lancet – una delle più importanti riviste scientifiche del mondo- ha pubblicato un articolo firmato da 18 fra i massimi esperti mondiali in 8 paesi di epidemia e di Covid, fra cui Philip R. Krause, dirigente dell’ufficio ricerca sui vaccini della Food and Drug Administration e Ana Maria Henao Restrepo, dirigente dell’Oms a Ginevra. In non molte parole, e con qualche grafico, l’articolo consiglia caldamente di non procedere con la terza vaccinazione. Nell’articolo pubblicato su Lancet si evidenzia: «Sarà necessario un esame attento e pubblico dei dati in evoluzione per garantire che le decisioni sul potenziamento (vaccinale) siano informate da una scienza affidabile più che dalla politica. Anche se alla fine si dimostrasse che il potenziamento riduce il rischio a medio termine di malattie gravi, le attuali forniture di vaccini potrebbero salvare più vite se utilizzate in popolazioni precedentemente non vaccinate rispetto a quelle utilizzate come richiamo nelle popolazioni vaccinate». Semplice: quella sulla terza dose non può essere una decisione politica, ma squisitamente scientifica. E non sulla base del primo virologo tv che parla o straparla, ma di una «scienza affidabile». «Sebbene i benefici della vaccinazione primaria contro il Covid-19 superino chiaramente i rischi, potrebbero esserci dei rischi se i richiami vengono ampiamente introdotti troppo presto o troppo frequentemente, specialmente con vaccini che possono avere effetti collaterali immuno-mediati (come la miocardite, che è più comune dopo la seconda dose di alcuni vaccini mRNA, o sindrome di Guillain-Barre, che è stata associata a vaccini COVID-19 con vettori di adenovirus). Se un potenziamento non necessario provoca reazioni avverse significative, potrebbe essere implicazioni per l’accettazione del vaccino che vanno oltre i vaccini COVID-19. Pertanto, un rafforzamento diffuso dovrebbe essere intrapreso solo se vi sono prove evidenti che sia appropriato». Quindi procedere con calma, con saggezza e sapienza prima di avviare la campagna di inoculazione della terza dose nella popolazione. Nello studio gli esperti affermano che qualunque sia il vantaggio della terza dose non supererà il beneficio di usare quelle dosi per proteggere i miliardi di persone che restano non vaccinate nel mondo. I ‘booster’, precisano, potrebbero essere utili per qualche persona con sistema immunitario debole ma non ancora necessari per l’intera popolazione. Una commissione di consulenti della Fda si riunirà oggi per esaminare i dati in materia.