Una scelta meditata e convinta

La crisi, che la politica e più ancora i partiti patiscono oggigiorno, deriva essenzialmente dalla distanza abissale tra i bisogni quotidiani delle persone e la chiusura sistematica dei palazzi del potere. Ciò ha portato alla disaffezione nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti, ma anche a forme di contrasto sociale, che portano a loro volta a forme esasperate di populismo e di fastidio ampiamente manifestato dalla gente o con la diserzione elettorale o con un voto di rancore o di punizione verso i partiti tradizionali.

Bisogna quindi ricomporre il clima di fiducia tra istituzioni e comunità mediante strumenti ormai abbandonati, quali l’ascolto sistematico sulle questioni sociali, ambientali, economiche e lavorative, e un raccordo serio e convinto tra le istanze dei cittadini e le possibilità finanziarie e legislative dell’apparato pubblico-amministrativo per giungere a un’adeguata e fruttuosa sinergia tra questi due mondi, che sembrano non incontrarsi più.

Di qui deve discendere l’impegno di tanti, anche di chi ha fatto parte delle istituzioni e che le ha rappresentate ai diversi livelli, per offrire il proprio contributo conoscitivo e di esperienze e per dare un fattivo contributo per tentare di uscire dall’attuale e non facile situazione sociale ed economica, peraltro aggravata dalla pandemia e più ancora dall’attuale guerra in Ucraina.

Ora è quindi tempo di restituire con l’impegno e la fatica operativa ed intellettiva quanto già ricevuto nel recente passato.

È tempo di ridare credibilità alla politica e ai suoi rappresentanti, respingendo con fermezza quegli atteggiamenti populistici, che sistematicamente ritornano in campo quando la politica arretra o non è più in grado di dare risposte adeguate e convincenti alla società e ai suoi bisogni.           

È tempo di rimettere in campo valori che sembrano ormai persi perchè soffocati o dal puro egoismo o da paure vere o presunte o dalle difficoltà che la vita attuale riserva alla maggioranza delle persone, e che sono invece la solidarietà e la coesione sociale.

Da qui il personale convincimento di aderire con altri amici al movimento Mezzogiorno Federato promosso dall’on Claudio Signorile, che partendo dalle problematicità del Meridione le inquadra in una visione progettuale e programmatica dei contesti nazionali ed internazionali.

E in tutto questo la Basilicata, per il grande ruolo che ha per le questioni energetiche ed idriche, non può non avere una funzione strategica e di primo piano, pur sapendo che bisogna partire dalle sue reali e difficili condizioni economiche, sociali e strutturali, nonché da quelle sue problematicità irrisolte da tantissimo tempo per poter immaginare un futuro diverso e migliore per una regione che alla stato attuale è invece destinata ad un amaro destino, avendo una elevata disoccupazione, un continuo spopolamento (8132 unità in meno nel 2021) ed un elevato numero di persone anziane (oltre il 32%).

Bisogna però capire quale idea guida deve ispirare l’insieme delle azioni, che devono a loro volta consentire di superare e stravolgere la sua attuale situazione, dovendola inevitabilmente integrare negli schemi di sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, nonché in quelli nazionali ed internazionali.

Occorre sicuramente un grande sforzo di immaginazione, ma anche il supporto di conoscenze e capacità professionali di indubbia qualità intellettiva.

Non sicuramente la ricerca di un nuovo e semplice slogan (molti se ne sentono in questo periodo), ma il voler proporre un modello di sviluppo all’altezza dei tempi, come ad esempio immaginare una regione dalle grandi opportunità dove la cultura, l’innovazione, la ricerca, l’utilizzo razionale delle risorse possono e debbono costituire il volano di una ripresa economica e sociale, come un efficace argine contro l’arretramento e la deriva a cui si sta andando incontro.

Intorno a ciò bisogna far ruotare e avviare tutte quelle azioni necessarie a creare sviluppo, ma soprattutto a ridare speranza ed entusiasmo alle persone e ai giovani, che credono e vogliono rimanere in loco, potendo nel contempo suscitare interesse e voglia di investire nella regione Basilicata anche in quella  parte del mondo produttivo ad essa esterna.

Pur non nascondendoci le difficoltà e lo scetticismo, che sta dilagando nel popolo lucano, si è fermamente convinti che non può essere uno sviluppo disordinato o non programmato a condizionare il futuro e il destino della Basilicata.

E allora provare ad invertire la rotta, con il contributo di intellettuali, di esperienze politiche e professionali credibili, unitamente a quelle indispensabili energie dei giovani, può essere il mix capace di affrontare con concretezza e determinazione i temi e i tempi che si hanno davanti. Il movimento Mezzogiorno Federato può essere dunque il luogo dove esperienze politiche diverse possono e devono ritrovarsi per proporre soluzioni concrete e soprattutto fattibili a problemi  complessi.

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Aldo Michele Radice
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