Una guerra senza senso

Questa guerra in Ucraina è per davvero inspiegabile e contraddittoria. Lanciata da Putin nella sola ipotesi che l’Ucraina potesse entrare nell”UE e di conseguenza nella Nato. E allora mi chiedo se l’entrata nell’Unione Europea possa costituire per davvero in futuro un vero e proprio pericolo per la Russia? C’è mai qualcuno che lo può pensare convintamente? Avendo tutte le nazioni europee buoni rapporti commerciali, economici e relazionali con essa. E la Nato poi? Questa è già abbondantemente presente in Europa ed anche nei Paesi ex unione sovietica e confinanti con essa (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia) con i quali la Russia non ha ingaggiato in alcun modo azioni belliche. Ma se anche il timore sull’Ucraina fosse reale per le questioni interne ancora tutte aperte sulla Crimea e il Donbass, non poteva bastare aprire con la stessa Nato un urgente tavolo di trattative per impedirne la realizzazione, così come è avvenuto nel passato recente per la Finlandia, potendosi così evitare questo massacro di sangue su persone inermi e la distruzione delle città, della storia e dei tanti beni culturali? Credo in modo convinto che nessuno e soprattutto le nazioni europee avrebbero osteggiato una richiesta di così buon senso. L’aver invaso da parte della Russia l’Ucraina ha reso però le questioni predette non più questioni interne a una nazione, sulle quali bisognava pur trovare mediazioni politiche e di convivenza, ma questioni internazionali se non proprio mondiali, con un’aggravante fortemente contraddittoria: si può massacrare i Ceceni per aver rivendicato una propria autonomia, addebitandoli per altro attentati organizzati dagli stessi servizi russi, e di contro impossessarsi impunemente della Crimea e riconoscere unilateralmente l’indipendenza delle due regioni del Donbass? Questa guerra contiene troppe contraddizioni, che stanno producendo effetti devastanti non solo per le stragi di persone e cose, ma soprattutto perché riporta tra i popoli e le nazioni diffidenze, rancori, azioni antidemocratiche, nazionalismi esasperati, che potrebbero sfociare in nuove dittature e soprattutto nel riarmo, così come già annunciato dalla Germania e dalla Cina. Insomma un nuovo medio evo, che la gente non vuole più, che non concepisce più perché ormai aperta a nuove condizioni di vita e di convivenza civile. Inoltre questa guerra sta generando tra i comuni mortali, e non solo, fazioni divisive, vere e proprie tifoserie, tra pro o contro qualcuno o qualcosa, che sembravano sparite, ma che invece ritornano oggigiorno con una puntualità e una violenza verbale inaudita tanto da far apparire le vittime carnefici e gli aggressori dai nobili intenti, a cui sottomettersi perché, come sostiene l’ormai delirante professor Cacciari, rappresenta il grande ex impero russo. Forse non si è reso conto che il mondo è profondamente cambiato, né è possibile giustificare nostalgiche visioni sconfitte dalla storia, ma che alimentano i talebani dei social, pacifisti a parole, ma violenti nelle espressioni? Così si leggono post al limite del delirio. Voglio però augurarmi che tutti lavorino per il cessate il fuoco e si apra seriamente il tavolo della trattative prima che la situazione precipiti definitivamente ed augurarmi che la Regione Basilicata, una volta superata questa inopportuna e poco credibile crisi, apra un serio dibattito sulle cose da fare per le tante migliaia di profughi.

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Aldo Michele Radice
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