Una guerra che mina la democrazia e la libertà

Si moltiplicano nel mondo occidentale le manifestazioni di pace per questa guerra scellerata avviata da Putin. Sono soprattutto i giovani che si mobilitano, mettendo in campo gli unici strumenti di cui dispongono e facendo intendere che ripudiano la guerra sempre e ovunque. Ma questa guerra è profondamente diversa dalle altre. Non si tratta di guerre ingaggiate in tantissime parti del mondo o per la conquista del potere o per rancori storici o per affermazioni etniche o religiose o culturali, ma sono sempre tutte ben circoscritte e non coinvolgenti altri possibili scenari territoriali, fatta ben eccezione degli attentati terroristici. È indiscusso che tutte le guerre vanno condannate e impedite perché provocano vittime e morti innocenti e distruzioni di ogni cosa, ma questa guerra in Ucraina ha un’insidia enorme e non più concepibile da parte del mondo civile. Putin, e non credo la Russia, vuole riportare nel mondo le lancette della storia indietro di decenni e decenni, ristabilendo metodi non più tollerabili da parte del genere umano. Questa guerra è profondamente diversa perché vuole ricostruire muri politici insormontabili tra i popoli. Questa guerra ripropone la cancellazione della democrazia e delle libertà delle nazioni e delle persone. Questa guerra ripropone la tirannia e il terrore non solo verso altre nazioni, ma soprattutto al proprio interno. Si cancellano i diritti, si persegue con arresti il dissenso per il solo dichiararsi contro la guerra, si imbavaglia la stampa, si chiudono i social, si soffoca la democrazia e la libertà con una facilità e disinvoltura impressionante. Questa guerra è profondamente diversa perché vuole imporre da parte di questo irresponsabile dittatore una visione del mondo che la storia europea ed occidentale ha definitivamente cancellato da decenni e decenni di pace e di progresso civile. Questa guerra minaccia l’esistenza stessa della democrazia non solo oggi ad iniziare dall’Ucraina, ma dopo sempre più in Europa. Questo carnefice non risparmia nulla per sottomettere con morti o arresti popoli e persone e con le minacce nucleari chiunque si dovesse intromette, ossia l’Europa in primis. Ha però fatto male i suoi conti perché l’Ucraina sta dimostrando non solo di non rinunciare in alcun modo alla sua sovranità, ma soprattutto di non accettare la sottomissione alla dittatura di un megalomane pazzoide. Ha fatto male i suoi conti pensando che l’Europa si sarebbe divisa o tenuta lontana da questo suo progetto criminoso. Lo hanno capito anche i tanti che sono corsi alla sua corte o hanno intrattenuto rapporti di affari o politici negli anni addietro. Allora non bastano solo i proclami o i richiami alla pace serve sostenere in tutti i modi l’Ucraina per ricacciare con fermezza questa visione tribale in cui vuole ricacciare il mondo. Bisogna dichiarare Putin criminale di guerra dovendolo e potendolo processare immediatamente. Pretendere poi con altrettante manifestazioni pacifiste la liberazione dei tantissimi prigionieri russi oggigiorno incarcerati per la sola circostanza di aver manifestato contro la guerra e dichiarare al popolo russo la immediata eliminazione delle sanzioni, offrendo poi da subito aiuti economici a guerra cessata. Questa guerra la si scongiura con la dovuta determinazione e fermezza da parte di tutti perché la posta in gioco è altissima. E pur essendo da sempre pacifista ritengo che alle bombe non si può rispondere con “mettete dei fiori nei vostri cannoni” o dichiararsi contro la guerra ipocritamente pensando “tanto la fanno gli altri”. Quando la democrazia e la libertà vengono poste in discussione non ci sono dubbi di sorta si sta da questa parte, come fa convintamente la Polonia, avendone noi beneficiato a piene mani e avendo il dovere morale di lasciarle intatte per chi viene dopo.

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Aldo Michele Radice
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