Un caffè alla signora. Sì quella vecchia

Ridurre Napoli vs Juventus a un avvenimento sportivo e null’altro, è fuorviante. Napoli Juventus è, invece, il sud contro il nord, Davide contro Golia, il popolo contro il potere. E difatti la storia racconta, purtroppo, un predominio pressocchè incontrastato della Juventus sul Napoli.
Invertire i ruoli è stato possibile solo nell’epoca di Maradona, un’eccezione e nulla più.
Ma anche vincere una battaglia ha sempre un sapore raffinato, un piacere che si protrae per mesi, almeno fino alla giornata di ritorno.
Ieri è uno stato di quei giorni. La spocchiosa alterigia degli Agnelli si è schiantata nella terrona e nobile terra di Napoli. Certo, una partita brutta, anche noiosa, ravvivata solo dalla tensione. Una Juventus nel ruolo della provinciale arroccata in difesa, ma con la pretesa di far passare l’incapacità di fare gioco per tattica e un Napoli padrone del campo ma senza particolare genialità.
Ormai sperare in un bello spettacolo diventa arrogante illusione; bisogna accontentarsi. Poche squadre lo garantiscono. Squadre vecchie con allenatori tradizionalisti sembra giochino tutte in maniera uguale, salva la nuova generazione di tecnici ancora ignorata dalle squadre più forti e una eccezione in Gasperini.
Ma oggi ha vinto Davide, personaggio, oggi, non più pittoresco, scanzonato e imboglioncello, no, tutt’altro. Ha vinto un nuovo Davide, che ha sovrastato Golia, apparso l’ombra di sè stesso. Magari sarà così anche nella vita e il potere, anch’esso stantio, vedrà una nuova alba.
Ce lo ripetiamo da tempo. Dopo ogni vittoria, l’Europeo, i cento metri e il salto in alto alle Olimpiadi, eccetera, ci illudiamo di vedere in queste vittorie i segni di una riscossa di un paese stanco e bisognoso di nuova linfa vitale che, almeno così sembra, neanche i giovani sembrano davvero garantire. Stasera c’è la speranza nella speranza, alla stessa maniera, e c’è chi riesce a vedere un sud riabilitato e dal bel futuro e un nord fermo e non al passo.
Ma sono solo gli effetti della sbornia da vittoria: piacevoli ma fuggevoli e che, alla fine, lasciano solo un bel mal di testa, perché per vincere la guerra ne occorrono ancora tante di battaglie vinte.

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