Tecnologia…tecnocrazia…razionalità… in una società alienata

Siamo in questi tempi sommersi da informazioni disparate in ambiti internazionali, nazionali e locali il cui intento precipuo è scordarsi di avere un cervello che ci permetta di adoperare le nostre masse neuronali o quanto meno tentare di adoperarle in una maniera più consona alla natura umana. Attenti però ad usare i neuroni di cui ci ha forniti madre natura per sopravvivere in senso lato ma solo per incanalare le nostre azioni in percorsi ben definiti ed oggi addirittura obbligati!
Il risultato prodotto dalla tecnologia è un manufatto, il risultato prodotto dalla scienza è n’idea. Analizziamo ora in questa prospettiva la società in cui viviamo che con la scusa del progresso e quindi del benessere ci rende più che individui, solo e soltanto automi.
Oggi è impossibile fare a meno d’internet, ci dice, ma i disservizi che si creano non sono casuali, bensì sembrano voluti. E’ di questi giorni la notizia che in alcuni paesi della nostra piccola regione sono saltati i collegamenti informatici per usufruire di servizi essenziali non solo a livello sociale ma anche individuale, la risposta laconica è che si tratta di pura normalità, tanto succede nel mondo globale ! Dimostrazione lapalissiana che la tecnologia, così concepita, è pura tecnocrazia. Il metodo scientifico creato dal buon Galileo in tale ottica dov’è finito? La scienza in quanto razionale produce le idee, ma nella loro applicazione dove finisce la razionalità? Giustamente si creano delle macchine ma la differenza è nell’uso che si fa di esse.
Necessità energetiche per andare avanti nella società globale? Siamo bombardati dai tanti soloni che di tutto ciò ne fanno il loro leitmotiv in modo a dir poco sfacciato! Prendiamo il caso delle fonti energetiche alternative, siano esse eoliche o solari, altro topos di cui ne abbiamo piene…le tasche!
Ricordiamoci di quanto affermava già nel 1934 a questo proposito Lewis Mumford, ingegno versatile nella Grande Mela: «La macchina, scaturita dall’intento di conquistare l’ambiente circostante e di canalizzare i suoi impulsi in attività ordinate, nella fase paleotecnica ( come la definisce lui stesso ) provocò la sistematica negazione di tutte le sue promesse: fu il Regno
del Disordine » e suggeriva con forza la possibilità di utilizzare l’energia solare, ma occorre anche ricordare per correttezza che già nel 1912 il chimico italiano Giacomo Ciamician aveva espresso quest’idea!
Ecco allora che alla dilagante ignoranza mediatica occorre contrapporsi in maniera decisa da parte di noi tutti e questo è possibile solo con le idee, ma ci dobbiamo anche chiedere se queste le abbiamo o per lo meno siamo in grado di produrle. Ci fidiamo ciecamente della tecnica, ben detto ma non vegetiamo come alieni in una società che diventa una megamacchina paludata da un benessere solo apparente con notevoli profitti per pochi individui e che li mascherano in modo indecente con intenti di solidarietà verso l’umanità
intera!

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Michele Vista
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