Stabilimento Stellantis di Melfi (PZ) e indotto in crisi

di Gianni Leggieri, Consigliere regionale di Basilicata dell’M5S

L’economia lucana sta attraversando un momento molto delicato.  La crisi in atto allo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi pone una serie di interrogativi. In vista del prossimo incontro del 24 luglio in programma al Ministero dell’Industria, l’invito che mi sento di rivolgere al presidente Bardi è quello di ottenere garanzie per la tenuta occupazionale di tutta l’area di Melfi, compreso anche l’indotto.

Ad oggi, però, non si conosce la data di inizio del cronoprogramma dei lavori per rilanciare l’area industriale dell’automotive, né la data di inizio per la messa in produzione dei nuovi modelli elettrici. Stellantis ha confermato, inoltre, la necessità di acquisire ulteriori lavorazioni in insourcing nella logistica e nello stampaggio, svuotando di fatto anche dell’indotto, già in crisi per la mancanza di commesse.

Il passaggio all’elettrico dovrebbe essere accompagnato da investimenti e nuova occupazione, ma, purtroppo, l’azienda ha manifestato la volontà di procedere con gli incentivi all’esodo e le trasferte forzate. Sono complessivamente 1200 i lavoratori e le lavoratrici che dall’oggi al domani si sono visti recapitare una lettera di trasferta forzata: si chiede loro di cambiare città, abitudini. Di cambiare la propria vita e quella dei loro cari. Ma in peggio!

In tutta la vicenda anche il governo regionale ha le sue belle responsabilità. E’ arrivato il momento di non svendere più quella parte di territorio e fare in modo che il passaggio all’elettrico debba essere accompagnato da nuovi investimenti e nuova occupazione, e non da incentivi all’esodo e da trasferte forzate che si traducono in veri licenziamenti.

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