Secondo l’Onu, per il virus Corona in India è in corso una “tempesta perfetta”

di Anna Lisa Bonfranceschi

Se c’è una cosa che (forse) abbiamo imparato in oltre un anno di pandemia è che uscirne fuori richiederà sforzi su più fronti, dall’investimento nelle politiche vaccinali, all’adozione di misure di contenimento alla diffusione del virus all’isolamento precoce dei focolai, laddove possibile. Così come la soluzione, anche l’innescarsi di situazioni critiche è dovuto spesso a più fattori: è quello che ha ricordato il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tarik Jasarevi, commentando la nuova drammatica ondata di casi che sta colpendo l’India. La colpa potrebbe essere sì della nuova variante indiana, ma non solo: grandi raduni, bassi tassi di vaccinazione e ricorso eccessivo agli ospedali potrebbero aver creato una “tempesta perfetta”, riferisce Reuters citando il portavoce. Nei giorni scorsi la nuova ondata di casi in India è stata al centro dell’attenzione mondiale. Pur con tutte le considerazioni del caso che avevamo fatto tenendo a mente la popolosità dell’India, l’impennata dell’epidemia è evidente – fino a superare i due milioni di casi e 15 mila morti settimanali – e le immagini dei falò allestiti a Nuova Delhi per cremare i corpi delle vittime del Covid-19 e le file fuori dagli ospedali hanno fatto il giro del mondo. L’impennata c’è, probabilmente più piccola del reale, a causa dell sommerso e delle sottostime secondo alcuni. Da subito si è iniziato a parlare di una nuova variante come possibile responsabile della ripresa dell’epidemia nel paese, la B.1.617, che presenta alcune mutazioni che potrebbero renderla più infettiva e capace di sfuggire alle risposte immunitarie di chi ha già avuto un’infezione. Tuttavia Jasarevi ha posto l’accento sul fatto che non è ancora chiaro in che misura i cambiamenti del virus abbiano contribuito all’impennata dei casi. A pesare sono stati probabilmente anche i bassi tassi di vaccinazione, i grossi raduni di persone e il ricorso eccessivo agli ospedali del paese, provato dalla scarsità di ossigeno. La mobilitazione per venire in soccorso del paese è cominciata, con aiuti promessi e che arrivano da più parti, riferisce il Guardian, soprattutto per materiale medicale e ossigeno. Ma Jasarevi ha anche invitato i paesi che sono più avanti nelle vaccinazioni e che hanno già messo al sicuro le persone più vulnerabili a condividere le loro dosi di vaccini con il programma Covax e con gli altri paesi. Proprio l’India, a causa dell’impennata di casi, aveva infatti interrotto l’export dei vaccini prodotti nel paese e destinati al programma.

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