Repubblica Centrafricana: il governo smentisce la presenza di mercenari russi denunciata dall’Onu

Il portavoce del governo della Repubblica Centrafricana smentisce l’uso di mercenari da parte governativa e assicura che «verrà data una risposta ufficiale nei prossimi giorni». Nei giorni scorsi, infatti, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha denunciato le «gravi violazioni dei diritti umani» commesse dai paramilitari russi, che combatterebbero a fianco delle forze governative da dicembre, contro i ribelli. Il Gruppo di esperti sui mercenari delle Nazioni Unite denuncia un grande utilizzo di società di sicurezza private da parte delle autorità di Bangui. «Avremmo voluto che questo gruppo di esperti menzionasse tutti gli abusi compiuti dal PCC, dai gruppi armati che si sono ritirati dall’accordo di pace e che sono guidati principalmente da stranieri – ha aggiunto il portavoce del governo – e forse sfide o carenze che le nostre forze armate centrafricane e i loro alleati potrebbero averne sperimentato, ma questo, a quanto pare, non è all’ordine del giorno di questo gruppo di esperti». L’Ambasciata della Federazione Russa nel paese aveva dichiarato di aver inviato nella sola capitale Bangui degli “istruttori”, «in maggioranza ex ufficiali della Federazione Russa», che «non prendono parte ai combattimenti» a meno che non siano direttamente «presi di mira». Alcune fonti confermano da tempo la presenza di russi in prima linea e denunciano una situazione tuttora di forte instabilità per la popolazione, presa tra due fuochi. Intanto uno dei principali gruppi armati, membro della coalizione ribelle che cerca di rovesciare il presidente Faustin Archange Touadéra, ha annunciato la morte del suo leader, Sidiki Abass. In un comunicato, il gruppo “3R” ha annunciato la «triste notizia della morte del suo presidente fondatore, il 25 marzo» in un centro sanitario nel nord del paese, «a seguito delle gravi ferite riportate durante gli attacchi avvenuti a Bossembélé il 16 novembre 2020».

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