Regeni, l’Egitto non collabora: il gup sospende il processo

Procedimento sospeso e prossima udienza a ottobre. Queste le decisioni del gup del tribunale di Roma, Roberto Ranazzi, in merito al caso di Giulio Regeni. Le ragioni del provvedimento sono arrivate di fronte alle comunicazioni arrivate dal ministero della giustizia rispetto al rifiuto di collaborare da parte delle autorità egiziane e la impossibilità da parte dei carabinieri del Ros di arrivare agli indirizzi dei quattro 007 imputati. Secondo il giudice le argomentazioni proposte dal procuratore generale del Cairo sono “pretestuose” ed è un fatto l’opposizione proposta alle iniziative italiane.
Per il caso di Giulio Regeni sono sotto accusa: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Quest’ultimo deve rispondere, oltre che del sequestro di persona pluriaggravato contestato a tutti, anche di lesioni personali aggravate (essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio del 2017) e dell’omicidio del ricercatore friulano. Il 14 ottobre scorso la III corte d’assise di Roma ha di fatto annullato il rinvio a giudizio degli imputati e disposto il rinvio degli atti al giudice dell’udienza preliminare. Nella prossima udienza del 10 ottobre sarà ascoltato il capo dipartimento del ministero della giustizia, Nicola Russo, per riferire proprio sulle ultime attività.

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