Proposta per bloccare costo dei rifornimenti per gli autoveicoli

Nonostante gli interventi del Governo, il taglio delle accise e il bonus per contrastare la spinta inflazionistica in Italia (qui a chi spetta), il costo del carburante sembra destinato a crescere ancora (in Europa e nel mondo). Con l’aumento della domanda in estate e l’offerta sempre più limitata per via delle tensioni con Mosca e della guerra in Ucraina, il trend al rialzo non si arresta, non per il momento. Da qui, allora, l’idea di bloccare i rincari intervenendo, ancora una volta, sui prezzi del mercato.

Del perché (e di quanto) i prezzi di benzina e diesel tenderanno ad aumentare sempre di più in vista dell’estate ve lo abbiamo spiegato qui. Le stime degli esperti parlano chiaro, mentre oggi siamo tornati a sfiorare i due euro al litro (che sarebbero ancora di più senza il taglio delle accise e lo sconto governativo), non è possibile ancora dire quale sarà il picco massimo che raggiungeremo. Quello che è certo è che, senza interventi concreti, le cifre continueranno a crescere.

Per questo motivo, il PD ha proposto un Dpcm che blocchi – fissando un tetto massimo – il prezzo dei carburanti per almeno 60 giorni. Lo scopo, è stato spiegato, è impedire che nella stagione calda (contraddistinta da viaggi e spostamenti) il peso dell’inflazione ricada sui consumatori finali e sui trasporti in generale.

Con un emendamento al decreto aiuti (qui tutti gli altri bonus approvati), è stato quindi proposto un decreto ministeriale che, su proposta del Ministro della Transizione ecologica, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, definisca “un prezzo massimo per la vendita dei carburanti“.

Prezzi e rincari di benzina e diesel: cosa dicono le ultime rilevazioni
Basta fare un giro nei rifornimenti vicini o controllare i tabelloni durante un viaggio lungo per rendersi conto di come i prezzi di benzina e diesel siano di nuovo aumentati in questi giorni. Ma probabilmente chi è abituato a spostarsi, per lavoro o per necessità varie, lo avrà notato.

A confermarlo è anche l’ultima rilevazione del prezzo medio settimanale effettuata dal MISE (e aggiornata al 6 giugno 2022). Dai dati riportati, infatti, questi i costi:

  • benzina 1.940,54 (€/1.000 litri)
  • gasolio auto 1.851,52 (€/1.000 litri)
  • GPL 830,25 (€/1.000 litri)
  • gasolio riscaldamento 1.899,71 (€/1.000 litri)
  • O.C. FLUIDO BTZ 1.236,45 (€/1.000 kg)
  • O.C. DENSO BTZ: 838,78 (€/1.000 kg)
    Quasi in tutti i casi i carburanti hanno registrato un rincaro rispetto allo scorso mese. A maggio, infatti, questi i costi rilevati:
  • benzina 1.851,27 €/1.000 litri
  • gasolio auto 1.823,65 €/1.000 litri
  • GPL 833,89 €/1.000 litri
  • gasolio riscaldamento 1.817,13 €/1.000 litri
  • O.C. fluido BTZ 1.186,46 €/1.000 kg
  • O.C. denso BTZ 805,69 €/1.000 kg.
    Nonostante lo sconto, quindi, si è osservata una tendenza in aumento che – di fatto – si avvicina sempre di più al picco massimo raggiunto a marzo 2022, quando i prezzi erano questi:
  • benzina 2.007,59 €/1.000 litri
  • gasolio auto 1.970,59 €/1.000 litri
  • GPL 857,33 €/1.000 litri
  • gasolio riscaldamento 1.790,61 €/1.000 litri
  • O.C. fluido BTZ 1.153,80 €/1.000 kg
  • O.C. denso BTZ 822,24 €/1.000 kg
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