Potenza Calcio: le ipotesi per il futuro. Caiata con un gruppo di imprenditori locali o la Sbm?

Con il triplice fischio di ieri pomeriggio al “Marcello Torre” di Pagani, il Potenza Calcio ha chiuso anticipatamente il suo campionato ottenendo la salvezza, obiettivo che fino a pochi mesi fa sembrava una chimera. Una stagione travagliata: tre allenatori si sono alternati sulla panchina del “leone rampante”, alcuni giocatori sono andati via anticipatamente dal capoluogo lucano, altri sono arrivati a campionato in corso; alla fine, “la nave” è stata traghettata in porto e questo è il risultato più importante, anzi fondamentale. Un campionato anomalo per via delle normative anti Covid-19: spese ingenti da sostenere (iscrizione, stipendi, trasferte, tamponi), pochi, se non addirittura nulli, gli incassi (stadio chiuso, sponsorizzazioni ridotte); per queste ragioni, la permanenza nella terza serie nazionale, assume un valore maggiore, quasi quanto una vittoria del campionato. La società potentina si è distinta per organizzazione e professionalità, non facendo mancare nulla ai propri tesserati, dimostrando anche un forte attaccamento ai tifosi e alla città, continuando ad investire nella prima squadra di calcio cittadina. Dal luglio 2017, la triade “CFI” (Caiata-Fontana-Iovino), ha vinto al primo anno la serie D e disputato tre ottimi campionati di serie C; quello che inizierebbe a settembre, sarebbe il quarto anno consecutivo tra i professionisti, un risultato storico il poter competere con altre grandi realtà del calcio italiano, considerando il periodo economico difficile. Dopo le richieste di “aiuto” nei mesi scorsi da parte del presidente Caiata all’imprenditoria e alla politica locale, sembra che qualcosa si sia mosso; il Potenza non dovrebbe avere problemi ad iscriversi alla prossima serie C. Negli ultimi giorni, il massimo dirigente rossoblu, ha avuto alcuni incontri con numerosi imprenditori potentini (dodici ma potrebbero aumentare), i quali hanno dimostrato vicinanza al presidente, disponibilità a supportare economicamente il “leone rossoblu”. Un sostegno “tutto potentino”, con azioni concrete per non vedere andare in fumo i sacrifici fatti dalla società in questi quattro anni e soprattutto, non dilapidare quello che è un “patrimonio” sociale ed economico per la città di Potenza: il Potenza Calcio nel professionismo. Questi imprenditori locali rileverebbero le quote di Maurizio Fontana, pronto a lasciare il suo ruolo non ritrovandosi più nel progetto sportivo. La seconda ipotesi, sempre viva, è l’interessamento della società milanese Sbm (Sport Business Management); il gruppo meneghino vorrebbe acquistare il 100% delle quote del club lucano, presentando un progetto ambizioso: riqualificare il “Viviani” con un investimento da circa 5 milioni di euro e, successivamente, costruire uno stadio nuovo e più funzionale con annessa “Cittadella dello Sport”, nell’area della Ex Cip Zoo, con un finanziamento privato di circa 50 milioni di euro. La Sbm nelle ultime settimane ha incontrato alcuni esponenti della società ed amministratori locali, visionato documenti e fatto sopralluoghi; nei prossimi giorni potrebbe arrivare una proposta ufficiale a Caiata. Il numero uno rossoblù studierà bene le proposte concrete che gli saranno presentate; il Potenza sarà guidato ancora da Caiata e dai potentini o inizierà un nuovo ciclo col gruppo Sbm? Seguiranno aggiornamenti.

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