One of Us

Ascoltando musica, capita di imbattersi in testi affascinanti, densi, pregni di significati così come ne offre la letteratura, dove ogni lettore riesce, da un’opera, a trarne un significato unico, diverso, personale.

E oggi, ascoltando la ormai datata canzone di Osborne, One of Us, dopo averne percorso le note, una a una, assimilato le parole, una a una, ho avuto un brusco rientro nella realtà, immaginando che, nella testa di tanti, quel Dio, che passeggia per la terra, di Osborne, eroe persosi in cerca di casa, potrebbe avere le sembianze di un Draghi o di un Mattarella. Certo, non si troverebbe su un bus in stato confusionale, come nella canzone, ma, semmai, marcerebbe spedito, con ampio codazzo, che so, in piazza del Popolo, e, di sicuro, sarebbe fra noi per portarci la salvezza.

Un’immagine neppure tanto fantasiosa, a sentir i talk show e a leggere i giornali. Solo loro due possono ambire a guidare questo malandato paese. Chiunque altri ambisca a tanto è uno stupido qualunque  – imbonitore – imbroglione – rozzo arricchito.

La sensazione è che le istituzioni siano state corrose, poco alla volta, fino a diventare polvere, un cumulo di polvere inutile, strapazzate come sono da anni. Un parlamento che non svolge il suo compito, un premier che ne vuole sempre di più e che, roba da non credere, è sconosciuto all’elettorato, nel senso che non ha mai chiesto il permesso di governare agli italiani, scelto per volontà di un Presidente che da garante della Costituzione è diventato garante di pochi, che si disinteressa della giustizia, dei suoi scandali come dei suoi tempi biblici, che tace di fronte alle situazioni più scabrose, che tace di fronte alla sfascio dello Stato, che è protagonista della disapplicazione dei principi della democrazia, due personaggi che ci stanno accompagnando allo sfascio sanitario ed economico, fra gli applausi degli addetti ai lavori. Sì, per questi, Draghi o Mattarella, diciamo entrambi, sono padreterni scesi in terra per redimerci, ma che non saliranno sulla croce, mentre ci faranno salire gli italiani, raggirati, illusi e bastonati.

Credo siamo davvero alla fine di un ciclo, che si chiude in agonia.

Ma visto che usa, un DM, un DPCM, o, addirittura un DL, volendo esagerare, ma anche una circolare che disponga la fine del coma, proprio no?

Certo, il moribondo è l’ultimo a volersi staccare la spina e difficilmente chiederebbe che altri lo facciano al suo posto. Ma se lo facesse … che gesto eroico.

Ma guai se un paese avesse bisogno di eroi, si dice.

Meglio le nostre belle comparse, col gobbo a dettare le battute e una platea entusiasta.

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Luciano Petrullo
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