Nomine all’Al: centrodestra allo sbando!

La maggioranza di gioverno, o forse è meglio scrivere le segreterie di partito di maggioranza sono alle prese con una brutta gatta da pelare o fose è meglio scrivere con le caldaie a carbone: le nomine all’Acquedotto lucano. Il manuale Cencelli però è sempre un ottimo aiuto. Ora cerchiamo di analizzare i fatti o presunti tali. Il presidente viene eletto dall’assemblea dei soci, composta da Regione, Comuni, etc., il quale a sua volta nomina il direttore che questa volta potrebbero essere due (uno tecnico e uno amministrativo a prescindere se c’è merito oppure no. Di questi tempi la meritocrazia sta diventando una “parolaccia”). Di nomi ne circolano tanti, il problema riguarda l’appartenza a questo o quel partito. Che poi siano i “trombati” delle scorse elezioni o semplici “tromboni” poco importa. Ciò che vale sono i “colori sociali” che indossano. All’inizio era stata paventata un’ipotesi: presidente una persona in quota al partito di Giorgia Meloni e direttore facente parte della formazione “azzurra” di Berlusconi. Ma come si sa in politica tutto può succedere e ha poco a che fare con una partita di poker è più un gioco dell’oca. Lascio a voi decidere chi è l’oca fortunata. Poiché i “giochi” alla Regione sono mutati e con essi i “dadi” il partito Fratelli d’Italia ha posto una questione che il “generale” deve risolvere senza l’aiuto di un “corpo d’armata”. Considerati i numeri in Consiglio i “tricolori” vorrebbero o tutto l’Aql o in alternativa dividere sì le nomine con Forza Italia ma nel rimpasto di giunta collocare un proprio “uomo”. Cosa che a Bardi proprio non va giù. Di solito a metà mandato, la cosa è quasi consolidata, si procede sempre a nuovo “impasto” (rimpasto non fa al caso nostro) di “nuove menti pensanti” alla guida dell’esecutivo e forse il primo a saltare qualora “l’operazione Bardi” non riuscisse potrebbe essere l’assessore nominato ma non eletto e cioé colui che guida politicamente l’Ambiente che ha già provveduto a mettere un suo “uomo” alla guida dell’Arpab e cioé l’avvocato Tisci, che per la cronaca è un ottimo e valente giurista ma non è un tercnico, ma di questi tempi sembra interessare poco, anzi nulla. Sì, lo so doveva essere il governo del cambiamento e in effetti così è stato: i deretani che siedono sulle poltrone di comando sono diversi dai precedenti. Quindi torniamo al discorso iniziale e ricapitoliamo: Fratelli d’Italia potrebbero prendere tre postazioni all’Aql con conseguente aumento dello stipendio della compagine apicale (cosa per giunta legittima e per nulla contra legem, tanto i lucani sono abituati a pagare i dirigenti che dicono di aver raggiunto obiettivi importanti anche se tralasciano i debiti accumulati) e Bardi potrebbe conservare il suo “battaglione” alla guida del massimo ente territoriale. Poiché la matassa è alquanto ingarbugliata in questo caso il “terzo” gode. Infatti Marchese che a giorni avrebbe dovuto rimettere il mandato nelle mani dell’assemblea dovrebbe beneficiare di una proroga fino a settembre quando il sole agostano avrà portato il giusto conforto e chiarito le idee a più di qualcuno. Però molti rappresentanti di Forza Italia non sono proprio d’accordo ma purtroppo Cencelli docet. L’unico partito che al momento sembra non muovere foglia è la Lega e alla luce degli ultimi dati demoscopici è ben al di sotto di Fratelli d’Italia e sopra di una spanna a Forza Italia. Ma chi potrebbe inserire nella “corsa”? La Sileo? Non penso proprio, sta bene dove sta. Ho fatto il primo nome che mi è venuto in mente considerando la vasta esperiernza che ha nel cambio di “casacche” e quindi di “logiche politiche”. Forse ho usato parole troppo grosse: logiche politiche. Chiedo venia a voi internauti-elettori che avete optato per il “cambiamento”. A proposito di Lega qualcuno spieghi ai leghisti che Cristo (made in China) non era alto, biondo e con gli occhi azzurri. Perché? Gesù nacque in medio-oriente e i caratteri somatici sono completamente diversi dal norvegese oppure olandese o altro uomo con tali caratteristiche. E poi chissà (è un’altra domanda che mi pongo) i leghisti sanno che lingua parlava Cristo? Stesso discorso vale per la Madonna, san Giuseppe, apostoli e seguaci. Ma qui rischiamo di urtare la suscettibilità dei credenti e addirittura dello Stato del Vaticano… meglio lasciare perdere! Torniamo ad AL. Un nome che poteva essere speso bene, del resto come si è fatto all’Arpab, poteva essere quello del valente e preparato avvocato Sergio Lapenna… scartato a priori almeno per il momento in quanto in forza agli “azzurri” di Berlusconi. Intanto cari lucani-internauti preparatevi all’aumento delle tariffe dell’acqua. I soldi per gli stipendi da qualche parte li dovranno pure prendere e chissà forse si metterà anche mano alla fatiscente infrastruttura idrica. Utopia? Potrebbe essere! Per AqL si era fatto anche un altro nome di un “trombato”, scartato anch’egli perché “forzista”. Insomma il partito Fratelli d’Italia vuole l’Aql e non ci sono “santi” per far cambiare idea ai vertici apicali. Intanto in autunno ci sarà la “prova del fuoco” per la maggioranza con le numerose elezioni amministrative in regione e sarà anche un banco di prova per il centrosinistra, completamente allo sbando se non fosse per politici di razza come Luca Braia (Italia Viva), Gianni Perrino (M5S) e citiamo anche Roberto Cifarelli (PD). Altro politico di spicco è Livio Valvano, sindaco di Melfi, nonché segretario regionale del Psi e componente della segreteria nazionale del partito. Altro elemento degno di nota è Piero Lacorazza (che per giunta gode di grande stima tra gli elettori lucani, da sempre osteggiato da Marcello Pittella che dalla scorsa legislatura è uscito con le “ossa rotte”). Per Aql sarà necessario un intervento dei vertici nazionali. Intanto Marchese se ne sta buono buono e si gode circa tre mesi di mandato. Chiedo scusa per la dimenticanza: l’attuale maggioranza di centrodestra ci ha messo circa 2 anni e mezzo per dire che esistono più di 40 milioni di euro di debiti fuori bilancio alla Regione. Di solito un amministratore di condominio prima di acquisire gli atti fa sempre il punto della possibile situazione debitoria, ma nel nostro caso il “neoecologista dell’ultima ora” insieme ai tanti “soloni” ha avuto bisogno di più tempo. Il cambiamento ha bisogno a quanto pare di tempi più lunghi. Ma sarà poi vero e lapalissiano? Per il momento godiamoci questi mesi estivi e attendiamo gli eventi e se il centrosinistra troverà un effettivo “centro di gravità permanente” (non ho resistito a citare una bella frase del compianto Battiato) in autunno potrebbero cambiare gli equilibri politici in Basilicata, intesa come entità territoriale e allora saranno “volatili per diabetici” per la compagine di centrodestra. Prometto che la prossima puntata la dedicherò alla didattica a distanza (oggi ha preso il nome di Did) che sta diventando materia di studio del primo cittadino di Potenza e non più del corpo insegnante, del Miur o del Governo. Sic transit gloria… mi manca la continuazione giusta. Perdonatemi! Lascio a voi internauti completare la frase.

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