Nomina ad Al: tiene il “banco” il presidente Bardi!

“La politica è l’arte del possibile, la scienza del relativo”, sosteneva Otto Von Bismarck. E infatti nonostante i tanti discorsi di “spartitoria” sulle nomine all’Acquedotto lucano il presidente Bardi non ha tirato fuori dal classico cilindro il coniglio politico dato per scontato, il quale per magia è sparito, ma un nome che nessuno si aspettava. Di certo non proprio i Fratelli d’Italia che davano per scontato la vittoria dell'”appalto politico” di AL. Ora Alfonso Metello Francesco Andretta è il nuovo Amministratore Unico di Acquedotto Lucano Spa. Docente a contratto nell’Università di Modena e Reggio Emilia, 60 anni, potentino di nascita, residente a Bologna. Laureato in ingegneria mineraria, indirizzo ambiente e territorio, ha svolto diversi incarichi professionali per aziende private e per enti pubblici. Ha uno studio privato di ingegnere libero professionista a Bologna. E ora che succederà? Cerchiamo di analizzare i fatti sul “tavolo sempre fatiscente” della politica. Con la nomina di Andretta il presidente Bardi ha dato uno scossone di quelli forti al centrodestra tanto per farsi capire dalla compagine meloniana. Alcuni analisti, o presunti tali, danno per scontata la crisi di governo a settembre con il ritiro della fiducia all’attuale governo lucano da parte di Fratelli d’Italia che vorrebbe “staccare” le due deleghe al presidente Bardi, ma Bardi è davvero disponibile? Non penso proprio. Eppure qualche tempo fa si era paventata l’ipotesi di una candidatura proprio del “generale” al parlamento tra le “fila” del partito di Meloni, ma il progetto, è “abortito”. Ora quale sarà lo scenario possibile? Sicuramente niente di trascendentale ma una copia del governo nazionale, un sorta di governo di “salute pubblica” che vedrà insieme centrodestra, centrosinistra, MS5, ancora alla ricerca di un posto politico ben definito, e altri partiti. E un ruolo importante potrebbe svolgerlo anche il Partito socialista molto attivo negli ultimi anni. Stessa cosa potrebbe succedere per le elezioni amministrative lucane, e non solo, che si terranno in autunno. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: FdI non parteciperà con il centrodestra alla guida della cosa pubblica in tutte le amministrazioni italiane. E chi se ne frega, potrebbero dire i vertici apicali dei partiti che governano a livello centrale. “Morto un papa se ne elegge sempre un altro”. E in questo caso i Comuni potrebbero liberarsi dei “meloniani”e costituire governi sulla falsa riga di quello nazionale guidato dal non eletto ma nominato Mario Draghi. In tutto questo i più scontenti potrebbero essere: l’assessore all’Ambiente Rosa (altro nominato ma non eletto da alcuno) che dovrebbe lasciare la poltrona e tornare a cercare di fare il neoecologista, questa volta con scarsissime opzioni di farsi valere visto il suo governo del dipartimento, ma più di tutti coloro che hanno votato FdI sicuri di arrivare finalmente a governare la Basilicata e non solo. E già, saranno i più delusi ma questa si definisce politica e cioé: l’arte del possibile dove nulla c’è di scontato. Quindi in autunno ci si potrebbe trovare ad esempio un Leggieri della situazione in giunta o un altro rappresentante dell’M5S, il Pd e chissà forse anche Italia Viva sempre come alleata di Fi e compagnia bella. Insomma un governo arlecchino, con tutto il rispetto per la “maschera” cara al teatro dell’arte. Per il momento nessun “meloniano” proferisce verbo e in effetti che potrebbe dire? Che non si fa così! E chi lo ha detto? Frate indovino? Insomma Fdi attualmente si trova con le pive nel sacco e non sa che “pesci” pigliare. Ora chiaramente scatta il momento della riflessione e si cercano alleati. E’ una parola grossa! Con la Lega? Meloni e Salvini si evitano addirittura sullo stesso volo in aereo. Fi si tiene fuori dai giochi apparentemente anche se lo scopo è quello di primeggiare e guidare la coalizione, per giunta ora che ha anche punti di raccordo con Salvini il quale ha compiuto un passo indietro e si sente anch’egli europeista (al motto: “che s’ha da fa’ pe’ campà”). Di certo sarà un’estate torrida per FdI che rischia di restare fuori dai “giochi”. Comunque Bardi ha davvero “scompigliato” e sorpreso tutti. In attesa di ulteriori sviluppi Radionoff fa i migliori auguri al presidente Andretta con l’auspicio che elimini i gravosi aumenti che alcuni si sono attribuiti, faccia sistemare la rete idrica, elimini l’aumento delle tariffe per le famiglie lucane (e questa potrebbe essere un’ottima strategia politica perché i lucani sono buoni, bravi e ospitali ma quando si va a intaccare la sopravvivenza per la famiglia non si arrabbia “ma sa che adda fa p’ campà” come “premiando” oppure no nelle urne le scelte di chi governa la cosa pubblica). Intanto sicuramente fioccano i mea culpa e potrebbe saltare fuori anche qualche cilicio, Jacopone da Todi docet. Sicuramente si è voluto pretendere troppo e non far proprio quel vecchio assioma contadino: “Chi si contenta gode”.

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