Nel New Messico le più antiche impronte umane in America

Nel Parco nazionale delle sabbie bianche, nel New Mexico, Stati Uniti, sono state trovate impronte umane che secondo i ricercatori che le hanno analizzate (e che ne hanno parlato in uno studio pubblicato su Science) sono di oltre 20mila anni fa. Se confermato, sarebbero la prova che gli umani arrivarono in America alcune migliaia di anni prima rispetto a quanto si pensava.
Le prime impronte nel Parco nazionale delle sabbie bianche erano state trovate nel 2009 e lo studio pubblicato in questi giorni – e di cui hanno parlato tutti i principali siti e giornali mondiali – arriva dopo che nel 2016 erano iniziate le analisi e le ricerche su alcune specifiche impronte. Nello specifico, i ricercatori hanno usato la datazione di alcuni semi e sedimenti trovati in quelle impronte per capire quanto erano antiche. In passato, invece, era sempre stato piuttosto difficile – anche quando delle impronte venivano trovate – dire di quante migliaia di anni fa fossero, e si doveva quindi fare affidamento sulla meno precisa datazione di oggetti o utensili eventualmente trovati nelle vicinanze. Mathew Stewart, uno zooarcheologo del Max Planck Institute (anche lui estraneo alla ricerca) ha detto che le impronte sono «inequivocabili».
Come spiegato tra gli altri dal New York Times, non ci sono mai state grandi certezze su quando i primi uomini arrivarono in America. A guardare utensili e altri oggetti, non ne sono mai stati trovati che avessero più di 13mila anni circa. Questo tipo di datazione sembrava in qualche modo coincidere con la possibilità che i primi uomini fossero arrivati nell’America del Nord (e da lì andati verso quella del Sud) sfruttando un cambiamento climatico che pose fine all’Era Glaciale, fece sciogliere molti ghiacciai e aprì una via percorribile a piedi tra l’Asia e l’Alaska.
Se invece quegli uomini fossero arrivati – come sembra provare il recente studio – tra i 21mila e i 23mila anni fa, questo significherebbe che il loro arrivo si verificò prima che finisse l’Era Glaciale. Un’ipotesi, questa, che negli ultimi decenni era stata avanzata da alcuni archeologi, senza che però ci fossero appunto prove concrete.
Come ha scritto CNN, «tra 19mila e 26mila anni fa, nel periodo noto come Ultimo massimo glaciale, i ghiacci coprivano tutta la parte più a nord dell’America, arrivando fino a dove oggi c’è New York. Il ghiaccio e le temperature avrebbero reso impossibile un passaggio dall’Asia, e questo significherebbe che le persone arrivate in America ci arrivarono molto prima», e una volta arrivate riuscirono a spostarcisi arrivando fino all’attuale New Mexico.
A proposito delle impronte trovate, il New York Times ha scritto: «alcune mostrano che qualcuno camminò più o meno in linea retta per circa tre chilometri, e si riesce anche a vedere che alcune impronte sono quelle di una donna che, a un certo punto, appoggia a terra un bambino».
Le impronte si formarono in seguito al passaggio di un terreno umido vicino a un lago, e si sono conservate perché alcuni sedimenti coprirono il loro solco e, in seguito, si consolidarono. Sono poi ricomparse, ha scritto il New York Times, per un processo di erosione.

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