Nasrallah: «Israele ha paura di farci la guerra»

Israele ha paura di una nuova guerra con Hezbollah e il recente raid in territorio libanese è stata un’eccezione, a 15 anni dalla fine del conflitto del 2006, che dimostra come la deterrenza contro lo Stato ebraico funzioni. Lo ha dichiarato, in un discorso televisivo, il capo della milizia sciita libanese, Hassan Nasrallah (nella foto). Hezbollah “doveva dare una risposta immediata” ai recenti raid israeliani in territorio libanese, ha detto Nasrallah. “Il nemico aveva deciso di colpire uno spazio aperto. Non hanno mirato a civili o ad aree abitate dai civili. Quindi abbiamo risposto mirando ad aree non abitate dai civili, colpendo intenzionalmente nei pressi di posizioni militari”, ha spiegato Nasrallah, “abbiamo scelto di sparare i razzi di giorno così che i civili vicino al confine non avessero paura dei missili durante la notte. Abbiamo colpito di proposito durante il giorno, perché i nostri combattenti sono coraggiosi e si preoccupano dei civili”. Nasrallah ha sottolineato: “Tutte le conquiste della guerra del 2006 sono state conservate e confermate dai combattenti di Gaza nel maggio 2021, il più importante successo della guerra del 2006 è stato raggiungere una deterrenza contro Israele, questo è il successo strategico e storico più importante”. “Israele era solito bombardare il Libano impunemente. Dal 2006, in 15 anni, non c’è stato un attacco israeliano in Libano, a parte quello del 2014 in un’area di confine che non causò vittime e al quale rispondemmo immediatamente”, ha proseguito Nasrallah, “i libanesi devono chiedersi perché Israele non lo ha fatto per 15 anni. Perché Israele rispetta il diritto internazionale? O è una riflessione dei loro valori, della loro morale o religione? Ovviamente no. È perché hanno paura di scontrarsi con la Resistenza”. “Cosa impedisce a questo nemico barbarico e sanguinario, protetto dagli Stati Uniti e addirittura da Paesi arabi, di attaccare il Libano?”, ha detto ancora il capo di Hezbollah, “è perché hanno paura delle implicazioni di una guerra sulle loro infrastrutture, sull’esercito che andò in rotta nel 2006 e anche sulla loro esistenza”. “Il principale obiettivo del nemico oggi è utilizzare tutti gli strumenti possibili per disarmare la resistenza, tornare a violare il Libano impunemente”, ha sottolineato Nasrallah, “c’è chi in Libano sostiene questo perché vuole un Libano debole. O, quantomeno, vuole impedire alla Resistenza di rafforzarsi”.

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