M5S. Barbara Lezzi chiede un nuovo voto su Rousseau. «Non c’è il ministro alla Transizione ecologica»

Nubi si addensano sul futuro del Movimento 5 Stelle, che appare sempre più spaccato dopo il battesimo del governo Draghi. Barbara Lezzi (M5S) che chiede che si torni a votare e in caso contrario sottolinea che il voto alla fiducia deve essere ripetuto. “Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al Capo Politico, al Comitato di garanzia e al Garante del M5S per segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell’11 febbraio 2021 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c’è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito. Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l’effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo”. “E’ evidente – aggiunge – che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti che hanno espresso altra indicazione, il voto alla fiducia deve essere no”. “Gentile Capo Politico, in qualsiasi altro Paese e in qualsiasi altra forza politica, lei avrebbe tratto le più onorevoli conseguenze anziché minacciare espulsioni”, si legge in un post scriptum. Barbara Lezzi e altri, dunque, chiedono di ripetere il voto alla luce della formazione del nuovo Governo. Intanto online una petizione degli iscritti rivolta a Beppe Grillo: “Ora un voto consapevole”.

La deputata Antonella Papiro attacca: “Ci siamo scollati dalla base dimenticando cos’è il Movimento 5 Stelle. Abbiamo dimenticato gli attivisti. Non riesco a dare la fiducia a questo governo”. Duro l’affondo di Emanuela Corda: “I ministri? trovo inverosimile che non ci siano state interlocuzioni con gli attori che hanno gestito la situazione. Non prendiamoci in giro. Non ditemi che i nomi sono sbucati così”. E ancora: “Come possiamo fare le nostre battaglie se siamo fuori da tutti i ministeri chiave?”. Il quesito su Rousseau secondo la deputata sarda “era tendenzioso, suggeriva anche la risposta. Andrebbe rifatto. Beppe aveva chiesto la Lega fuori dal governo e invece c’è… Di questo passo non avremo più un elettorato”. Per Michele Gubitosa “dobbiamo far pesare il nostro ruolo, far trottare gli altri ministri esercitando il nostro ruolo di parlamentari”. Il tarantino Giovanni Vianello si chiede: “Con le trivelle questo governo che fa? Le blocchiamo o no? Il tema dell’Ilva dovrà trattarlo Giorgetti, fantastico…”. La collega Rosa Menga: “Sono davvero incazzata. Il vero artefice di questa operazione è Silvio Berlusconi e noi siamo riusciti a riabilitarlo”. Rosalba Cimino: “Abbiamo affidato il Sud a Forza Italia… Finora mi sono fidata ma voglio ancora credere in una luce in fondo al tunnel. Sono responsabile ma solo se ci sarà più coinvolgimento e garanzie”. Anche il questore Francesco D’Uva lamenta la scarsa presenza del Sud nell’esecutivo: “Bisogna fare di meglio con i sottosegretari. Nel Meridione abbiamo avuto tanti voti, speriamo ci sia una rappresentanza”. E boccia l’ipotesi astensione, proposta da alcuni suoi colleghi: “È una sciocchezza. Dobbiamo stare dentro per controllare”. Cristian Romaniello se la prende con i vertici: “Non siamo alla bocciofila, non riusciamo a dimostrare un minimo di maturità nella nostra linea”. Poi rivolgendosi a Crimi: “Ti rendi conto che governiamo con Berlusconi? Dire che Giovannini è un ministro nostro mi sembra un po’ troppo… Dire che Iv è a pezzi, ragazzi… Noi avevamo 10 ministri e ora ne abbiamo 4. E non abbiamo più il premier. Beppe può anche sbagliare e in questo caso ha sbagliato”. Punge Manlio Di Stefano, sottosegretario uscente agli Esteri: “Ci hanno fatto fuori da un governo dove avevamo la maggioranza assoluta dei ministri. Hanno fatto fuori Conte e Bonafede, i nostri simboli. Pensavo fosse tutto meglio di come ce l’avete raccontato. Se tutto si è risolto col fatto che Beppe si è accontentato di avere un ministero (la transizione ecologica, ndr)… è molto grave. Dovevamo porre a Pd e Leu il prerequisito l’esclusione della Lega, perché con la Lega i nostri voti non contano più un c…”. Nelle repliche, Crimi promette: “Se qualcuno abbatte la prescrizione noi ci ritiriamo dal governo”. Intanto cominciano le defezioni. “Lascio il Movimento 5 Stelle”. Lo annuncia su Facebook il deputato Giuseppe D’Ambrosio. “E’ da qualche ora che provo a scrivere questo post, cancellandolo e riscrivendolo diverse volte, perché èMovimento 5 Stelle difficile parlare di una intensa, forte e lunga storia d’amore che si interrompe con grande sofferenza, dopo aver tentato in ogni modo di seguire quello che pensavi potesse aiutare a recuperare da un ‘vicolo cieco’ che ormai è diventato purtroppo evidente a tutti”, scrive il parlamentare. “15 anni della propria vita dedicati ad un’idea, ad un sogno, ad un simbolo, trascurando affetti, disintegrando il proprio lavoro e la propria prospettiva di vita, non si dimenticano con un post e per questo non smetterò mai di ringraziare Beppe, Gianroberto e tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile che il sogno di pochi, diventasse la realtà di una intera nazione”, sottolinea D’Ambrosio nel suo post. “Non posso dimenticare – insiste il deputato – di essere stato paracadutato nel 2013 in Parlamento, grazie ad un miracolo fatto da un visionario come Beppe Grillo per poi realizzare, con un gruppo meraviglioso, 5 anni di opposizione durissima a tutti coloro che dal 2018 però, ci hanno minato da dentro, cambiandoci e trasformandoci in peggio”.

Torna su