Linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro. «Insufficiente 1,7 mln di euro»

di Luigi Ditella, segretario generale Filt Cgil Basilicata

Rimaniamo sconcertati dal comunicato dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Basilicata, Donatella Merra, sul recupero e sull’attivazione ai fini turistici di tratte dismesse di 26 linee, molte delle quali già in esercizio, per la valorizzazione dei territori. Il via libera dalla conferenza Stato Regioni individua fra le altre la Sicignano – Lagonegro. Da quanto dichiarato, è evidente che non sa minimamente di cosa sta parlando. Se avesse partecipato al convegno organizzato dalla Filt Cgil nel settembre del 2020 sulla Sicignano  – Lagonegro, dove era stata invitata ma non si preoccupò nemmeno di rispondere, avrebbe appreso la storia di quella linea, di come è nata, di come e perché è stata dismessa nel 1987, degli studi di fattibilità fatti per la riattivazione e dei relativi costi, potendo dedurre che con 1,7 milioni di euro non si riattiva nemmeno mezzo chilometro dei previsti.

Forse l’assessore, tra l’altro,  non è a conoscenza del fatto che una linea a fini turistici non si può mai interconnette alla rete commerciale per tanti  motivi. Se avesse, inoltre, audito la Filt Cgil sulle tante richieste fatte per la i trasporti su ferro avrebbe appreso dei problemi sulla linea Fal interrotta fino a Bari nonostante i milioni di euro buttati senza risultato, che la Regione Basilicata paga un contratto di servizio a Trenitalia per far fare a personale non lucano la maggior parte dei chilometri e che la linea Rocchetta – Gioia del colle collega due località pugliesi e la parte commerciale, lucana, già funziona e collega la zona di San Nicola di Melfi. Invitiamo nuovamente l’assessore Merra a confrontarsi con chi, senza presunzione, nei trasporti su ferro ci lavora da quasi 30 anni e il treno l’ha preso davvero.

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