Legge Basaglia. «In Basilicata potenziare i dipartimenti di Salute mentale e i servizi sociosanitari»

Riceviamo ce pubblichiamo la nota di Fp Cgil di Potenza

Domani ricade il 45esimo anniversario dall’approvazione della Legge Basaglia, varata il 13 maggio 1978. La legge 180 che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici, ha rappresentato una grande conquista sociale e civile, accompagnata nello stesso anno, nel mese di dicembre, dall’istituzione del servizio sanitario nazionale. La sfida, che sembrava impossibile all’epoca, grazie anche e soprattutto all’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici, ha registrato tanti successi, ma, soprattutto negli ultimi anni, ha visto una serie di regressioni e criticità. Il depotenziamento dei Dipartimenti della salute mentale, nei fatti, è incontrovertibile e sull’ormai esiguo personale in servizio si scaricano troppe, a volte tutte, le responsabilità di gestioni che definire difficili è un eufemismo.

È da tempo che denunciamo i problemi che vivono ogni giorno gli operatori del dipartimento salute mentale, di cui fanno parte anche i Ser.D., delle croniche carenze di personale medico, ma anche del comparto, delle difficoltà che ogni giorno affronta, da mesi, l’unico Spazio Psichiatrico di diagnosi e cura di Potenza, con l’Spdc di Villa D’Agri chiuso temporaneamente dalla scorsa estate per carenza di personale medico e trasformato in day hospital, mentre quello di Melfi è ormai un day hospital dal 2017.

All’insufficienza dei posti letto, palesati dal cronico sovraffollamento dei reparti, che abbiamo a più riprese denunciato, con cui gli operatori giornalmente si scontrano da tempo, si aggiunge il dato che l’elevato tasso di ospedalizzazione, legato all’assoluta inadeguatezza dei servizi territoriali, che vivono dal canto loro situazioni emergenziali e drammatiche, con un numero di psichiatri palesemente insufficiente a coprire le reali necessità e i bisogni di salute di questa regione. Il Centro salute mentale di Lauria, ad esempio, è aperto sola la mattina da giugno dello scorso anno per carenza di personale medico. Finalmente, dopo tempo l’Asm, ha concluso le procedure concorsuali per gli psichiatri del concorso unico regionale bandito a luglio 2021 e il 6 aprile scorso ha pubblicato la graduatoria contenente 4 specialisti e 2 specializzandi. Sicuramente un piccolo passo avanti, ma troppo poco per risolvere una carenza cronica e ormai insostenibile. Si continua a utilizzare, anche se in maniera meno massiccia che nei mesi scorsi, medici della continuità assistenziale per coprire dei turni, sporadicamente medici in convenzione da fuori regione. Tutte soluzioni tampone. Le gravi carenze toccano, tra l’altro, varie altre figure professionali di medici di varie discipline (il Ser.D. di Potenza è rimasto senza tossicologo, un esempio su tutti), assistenti sociali, educatori in primis. Una situazione generalizzata che mette a rischio i livelli essenziali di assistenza, ma mette a rischio gli stessi operatori e la loro incolumità psicofisica. Occorre potenziare i dipartimenti di Salute mentale e i servizi sociosanitari, incrementando le dotazioni organiche ed evitando che troppe, se non tutte le responsabilità, si scarichino sul personale sanitario. Urge più che mai l’apertura di un tavolo con le organizzazioni sindacali per una settore che necessità di importanti ripensamenti e di un rilancio nell’agenda delle priorità. Torniamo a chiederlo a gran voce.

radionoff
radionoff
Articoli: 9006

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *