Le tasse più strane al mondo

Quando sentiamo la parola “tasse”, a maggior ragione in tempi di crisi economica come questo, proviamo un brivido lungo la schiena poiché, tra tributi e bollette varie, abbiamo difficoltà a far quadrare i conti ogni mese. Però, anche un argomento spiacevole come quello delle tasse può riservare un lato “divertente” in quanto nel mondo, oggi ed in passato, alcune imposte possono essere considerate alquanto assurde e strambe. Vediamone alcune.

  • Tassa sui social network. In Uganda dal 2018 per poter utilizzare qualsiasi social network bisogna pagare 200 scellini al giorno, pari a 5 centesimi di euro.
  • Tassa sui tatuaggi. In Arkansas, negli Stati Uniti, al costo di ogni tatuaggio va aggiunto il 6% delle imposte dovute allo stato.
  • Tassa sulla stregoneria. Tutt’oggi in Romania le donne che praticano gli antichi rituali delle streghe sono costrette a versare allo stato il 16%.
  • Tassa sulle tangenti. L’IRS (Internal Revenue Service) degli Stati Uniti pretende che chiunque riceva una tangente, la denunci come parte del proprio reddito, pagando la tassa applicabile.
  • Tassa sulla barba. Lo Zar russo Pietro il Grande (1672 -1725), impose una tassa annuale pari a 50 rubli per chiunque volesse portare la barba. Tale imposta venne abolita nel 1772.
  • Tassa sull’urina. Vespasiano introdusse nella Roma imperiale una tassa per pagare la pulizia delle strade sprovviste di sistemi fognari. Da qui la famosa frase dell’imperatore: “pecunia non olet”, ossia “il denaro non ha odore”.
  • Tassa sulle finestre. Tale imposta fu utilizzata in passato da paesi come Spagna, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Il cittadino doveva versare allo stato una somma commisurata al numero ed alla dimensione delle finestre di ciascun immobile posseduto.
  • Tassa sulle flatulenze delle mucche. Al fine di ridurre il gas metano rilasciato dalle mucche, diversi paesi dell’UE, tra cui la Danimarca ad esempio, hanno adottato tale imposta sui bovini.
Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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