«Lavoro sempre precario e gap di genere»

di Sofia Di Pierro, segreteria regionale Uil Basilicata

In Basilicata i dati dell’Osservatorio sul Precariato Inps registrano da gennaio a marzo di quest’anno 7.651 contratti a termine e 2.319 a tempo indeterminato. Nel raffronto con il primo trimestre 2022 i contratti a tempo indeterminato diminuiscono del 16,5% ( erano 2.779) mentre quelli a termine  hanno un leggerissimo aumento (da 7651 del 2022 agli attuali 2.779).

Ciò significa che non solo si assume di meno con contratti a tempo indeterminato ma che, sul totale dei nuovi rapporti di lavoro, si riduce il loro peso complessivo a fronte di un aumento dell’incidenza della temporaneità lavorativa. Il calcolo è presto fatto: su 100 nuovi rapporti di lavoro attivati nel periodo, 44 sono stati effettuati con contratto a tempo determinato, 13 con la somministrazione, 11 con la stagionalità, 9 con contratti a chiamata. E se valutiamo le assunzioni nell’anno 2022 emerge con chiarezza il gap di genere che la Uil segnala da sempre: solo 1 contratto su 3 a tempo indeterminato è per le donne lucane (2575 contro 6194 uomini), mentre i contratti a termine per le donne lo scorso anno sono stati 12.054 per le donne e 21.401 per gli uomini. Lo scorso anno solo 1 un contratto su 4 è a tempo indeterminato.

Temiamo che non sia finita qui. Siamo curiosi di conoscere i prossimi dati dell’Osservatorio sul Precariato INPS a partire da quelli di maggio, per verificare i primi effetti reali delle modifiche attuate dal Decreto Lavoro sul contratto a tempo determinato: tra queste, l’estensione anche ai rinnovi della acausalità già prevista per il primo contratto e le sue proroghe. Un “tana libera tutti” per 12 mesi. Saranno felici i datori di lavoro, un po’ meno le lavoratrici e lavoratori.

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