Languishing. È l’assenza di benessere

Secondo una recente ricerca del  New York Times il languishing è  quella sensazione inspiegabile che ci portiamo dietro dal lockdown: un’assenza di benessere. Il termine inglese tradotto in italiano significa “languiore”. ”È un senso di stagnazione e di vuoto, più semplicemente è l’assenza di gioia e di uno scopo. Pur non presentando sintomi di disagi psichici, non funzioniamo al massimo delle nostre capacità. Il ‘languishing’ spegne la motivazione e distrugge la capacità di concentrazione.  Il termine è stato coniato dal sociologo Corey Keys, colpito da quante persone non depresse non stessero comunque prosperando. La sua ricerca rivela che le persone che tra dieci anni soffriranno di depressione e disturbi d’ansia non sono quelle che stanno sperimentando questi sintomi oggi. Sono quelle che oggi stanno ‘languendo’. Ma qual è il pericolo insito in questo status emozionale? Secondo lo psicologo, è l’inconsapevolezza. Si è indifferenti, non si riesce a capire che si sta soffrendo e non si cerca aiuto perché inconsapevoli di stare male. In questo periodo di pandemia, siamo sopraffatti da una realtà che non ci fa essere positivi e fiduciosi verso il futuro. Siamo in allerta, in bilico tra quello che possiamo fare e quello che è meglio non fare e intanto i giorni passano nel senso opprimente di stagnazione e di vuoto. Come possiamo combattere questa assenza di gioia? La condizione opposta al languishing è il flourishing  caratterizzato da alti livelli di benessere, di emozioni positive e un’alta soddisfazione. Con questo termine si intende quello stato di abbandono piacevole che proviamo quando siamo completamente assorbiti da qualcosa, quel momento in cui perdiamo la cognizione del tempo. Secondo la psicologia positiva, con questo termine, che tradotto significa fiorire, il benessere è vivere all’interno di una gamma ottimale di funzionamento umano, che connota la resilienza, emozioni positive, l’autoefficacia, la motivazione e le relazioni positive con gli altri. Ciò significa ritagliarsi del tempo ogni giorno per concentrarsi su una sfida che conta per noi: un progetto interessante,  un obiettivo utile,  una conversazione  significativa.  A volte è un piccolo passo per riscoprire un po’ dell’energia e dell’entusiasmo che abbiamo perso in questo ultimo anno.

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