Israele, patto Lapid-Bennett per spodestare Netanyahu

Negoziati frenetici in Israele per riuscire a mettere insieme una coalizione di governo: un accordo tra Yair Lapid e Naftali Bennett sarebbe vicino, nonostante l’ultima carta tentata da Benjamin Netanyahu che ha offerto pubblicamente al leader di Yamina una premiership a rotazione a tre insieme a Gideon Sa’ar. Quest’ultimo, alla guida del partito di destra New Hope ha già rifiutato, e secondo i media anche il tecno-colono si appresterebbe a farlo. All’interno del partito centrista Yesh Atid si ritiene che un annuncio arriverà mercoledì 2 giugno, giorno della scadenza del mandato dato dal presidente Reuven Rivlin a Lapid. Con l’appoggio di almeno 61 deputati, il nuovo governo del ‘cambiamento’ vedrebbe la luce e Netanyahu verrebbe spodestato, dopo quasi 13 anni interrottamente al potere. Uno scenario contro il quale Netanyahu continua a combattere, invitando a mettere da parte “ogni considerazione personale in un momento così critico”: in un comunicato ha annunciato di aver avanzato “una proposta di vasta portata a Sa’ar e Bennett, che impedirebbe la formazione di un pericoloso governo di sinistra e garantirebbe un forte movimento stabile di destra per molti anni a venire”. Insieme ai leader dei partiti ultra-ortodossi e degli ultra-nazionalisti di destra del suo blocco, il leader del Likud ha esortato i due a partecipare “subito a una riunione che permetta la formazione di un governo di destra”. Il pallottoliere della Knesset vede in ballo i 17 deputati di Yesh Atid, 8 di Blu e Bianco, 7 ciascuno per laburisti e Yisrael Beiteinu, 6 a testa per New Hope e Meretz; Yamina ha conquistato sette seggi alle ultime elezioni di marzo, cruciali ma non sufficienti. Resterebbe necessario il sostegno esterno della Lista congiunta araba (6 seggi) ed eventualmente anche degli islamisti conservatori di Ra’am (4). La composizione dell’esecutivo, secondo Haaretz, vedrebbe Bennett come premier alla prima turnazione fino a settembre 2023, per poi assumere l’incarico di ministro degli Esteri, ruolo fino a quel momento tenuto da Lapid, che a quel punto assumerebbe la carica di primo ministro fino alle elezioni previste per fine 2025. Il ministero dell’Interno andrebbe ad Ayelet Shaked, numero due di Yamina, mentre il leader di Blu e Bianco Benny Gantz continuerebbe a tenere la Difesa. Sa’ar avrebbe il dicastero della Giustizia mentre Avigdor Lieberman sarebbe messo a capo delle Finanze; i Trasporti andrebbero alla leader laburista Merav Michaeli e il ministero della Pubblica sicurezza al collega laburista Omer Bar-Lev. Al partito radicale della sinistra Meretz infine Salute (Nitzan Horowitz) e Ambiente (Tamar Zandberg).

Torna su