Innovazione green: dal lontano Giappone alla vicina Segrate

In Giappone, sotto il monte Fuji, si sta costruendo la città laboratorio Toyota Woven City. Il progetto, iniziato nel marzo 2021, si stenderà su un’area di 70 ettari precedentemente occupata da un impianto di produzione della casa automobilistica. Lo scopo della cittadina è sviluppare e sperimentare tutte le innovazioni riguardanti la connettività, la mobilità, la robotica e l’intelligenza artificiale; infatti gli abitanti, la maggior parte scienziati e ricercatori, sperimenteranno in prima persona le più avanzate infrastrutture urbanistiche nell’accesso all’energia, alle telecomunicazioni e alla mobilità. In sintesi un “laboratorio vivente”. Il tutto ad emissioni zero e con ampie zone verdi che si intersecano con le strade e circondano le abitazioni.

Inizialmente ci saranno circa trecentosessanta cittadini per poi espandersi a oltre duemila. Toyota estenderà un invito aperto di collaborazione ad altri partner commerciali e accademici ed esorterà gli scienziati e i ricercatori interessati di tutto il mondo a venire a lavorare ai propri progetti in questo incubatore unico nel suo genere.

La città è progettata dalla Toyota in collaborazione con l’architetto danese Bjarke Ingels che ha firmato alcuni dei progetti più interessanti degli ultimi anni come il Two World Trade Center di New York, la Lego House in Danimarca e il complesso che ospita la sede centrale di Google a Mountain View, in California.

La completa sostenibilità dell’abitato è ottenuta con un largo utilizzo di materiali naturali come il legno e con processi di fabbricazione che uniscono tecniche tradizionali a futuristici metodi robotizzati. I tetti sono provvisti di pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità e il sistema energetico si basa sull’utilizzo di idrogeno e di celle a combustibile. La distribuzione delle merci avviene attraverso una rete di collegamento sotterranea.

La mobilità, che rappresenta ovviamente uno dei temi di principale importanza del progetto, prevede un intreccio di percorsi rigorosamente pedonali con una viabilità dedicata a mezzi a guida autonoma e una per i micro-veicoli di mobilità personale. Infatti saranno utilizzate le evoluzioni di due veicoli ad impatto zero.

– L’E-Palette, il primo veicolo Toyota per la mobilità con guida “autonoma” e sperimentato durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo. E-Palette è un mezzo di trasporto elettrico e multi-versatile, può infatti essere personalizzato in ogni suo aspetto grazie a una disposizione dello spazio interno senza barriere che permette di installare ogni tipo di attrezzatura. Raggiunge 19 km/h, è lungo 5 metri e 25 centimetri, è capace di ospitare 20 persone (operatore di bordo compreso) oppure 7 persone con 4 carrozzelle. Grazie a queste caratteristiche può essere un servizio di trasporto, una camera d’albergo su ruote o un negozio semovente. È lui che è in grado di raggiungere le persone, e non viceversa. Inoltre, grazie ai segnali prodotti dai display esterni, interagisce con i pedoni, per garantire una maggiore sicurezza.

– Il C+Walk T: un modello di mobilità personale elettrico a tre ruote, di cui due posteriori, di facile utilizzo. Il veicolo è stato ideato per avere una velocità modulabile da 1,5 km/h fino a 10 km/h. Può essere utilizzato ovunque perché manovrabile anche in spazi ristretti.

Entrambi i veicoli rappresentano il riassunto di due concetti: “Beyond Zero”, (zero preconcetti, zero limiti, zero emissioni) e la “Mobility for All”, una mobilità per tutti in grado di sfruttare i dispositivi di sicurezza e assistenza sempre più avanzati, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale per mettersi al servizio delle persone e migliorare così la loro vita. 

Passiamo ora a una realtà molto più vicina: la cittadina di Segrate che con quella di Poggibonsi ha presentato i due progetti green italiani nella recente Cop26 di Glasgow.  

Segrate ha realizzato la Ciclopolitana, il Bicibus e pianificato il Chilometro verde; inoltre è stato il primo comune in Italia a istituire l’Assessorato alla transizione ecologica.

Primo obiettivo: la Ciclopolitana. Oggi Segrate ha circa ottanta chilometri di piste ciclabili, tra cui la Ciclopolitana, cioè la metropolitana delle bici. Si tratta di un percorso sicuro per le famiglie e i bambini.

Secondo obiettivo: il Bicibus, cioè un autobus a pedali che raccoglie gli alunni della città per accompagnarli a scuola.

Terzo obiettivo, il più importante ed è  quello presentato a Glasgow: il Chilometro verde. Il progetto interessa una parte della provinciale Cassanese che attualmente taglia la città in due e procede verso Bergamo.  Questa strada sparirà grazie al completamento della Nuova Cassanese che diventerà una sorta di tangenziale; di conseguenza il tratto di tre chilometri, da Milano 2 a Segrate Centro, verrà completamente rivoluzionato con una drastica riduzione dell’asfalto al posto del quale verranno piantati alberi, quasi duemila, e creati ampi spazi verdi. Gli studenti universitari di architettura, urbanistica e ingegneria delle costruzioni realizzeranno i progetti che saranno valutati dal Comune. “Secondo gli esperti in questo modo si registrerà il 70 per cento in meno di emissioni”, sottolinea il sindaco, “Il risultato sarà un corridoio verde che non solo ridurrà la frammentazione del territorio, ma connetterà i quartieri e i parchi circostanti, diventando un luogo identitario e di aggregazione comunitaria, oltre che un nuovo polmone d’ossigeno”.

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Enrico Casartelli
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