In Russia «Occorreranno dieci anni per riprendersi dalle sanzioni»

La Russia sta gradualmente riorientando l’esportazione delle sue merci verso Paesi che non hanno imposto sanzioni a Mosca e comunque, nella situazione attuale, “se non si fa nulla” l’economia russa tornerà ai livelli del 2021 tra una decina di anni. Lo ha detto Herman Gref, l’amministratore delegato della più grande banca russa, Sberbank, al Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Una smentita in diretta di quanto affermato da Vladimir Putin sicuro che l’embargo stia avendo effetti molto limitati sull’economia del Paese. Il ceo di Sberbank – citato dall’agenzia Reuters – ha chiarito che i Paesi che hanno colpito la Russia con le sanzioni rappresentano “il 56% delle sue esportazioni e il 51% delle sue importazioni”. La maggior parte dell’economia russa, ha proseguito, “è sotto tiro”. La minaccia tocca il “15% del prodotto interno lordo del Paese”, ha dichiarato al Forum. Di conseguenza “e se non facciamo nulla potrebbe essere necessario circa un decennio per riportare l’economia ai livelli del 2021”, ha detto Gref, chiedendo una riforma strutturale dell’economia russa. Stessi concetti che il 18 aprile scorso aveva già sottolineato Elvira Nabiullina, a capo della Banca centrale russa, secondo la quale le restrizioni stanno colpendo duramente le imprese e le famiglie russe. e sanzioni sulle banche russe hanno in gran parte limitato le transazioni finanziarie con le controparti straniere, mentre alla Russia è stato impedito di ricevere attrezzature e parti essenziali per le sue industrie automobilistiche, energetiche e aeree. Secondo Gref, racconta la Reuters, le spedizioni di merci sono diminuite di sei volte, mentre il trasporto marittimo e aereo è stato ostacolato dalle sanzioni che hanno impedito alle compagnie aeree russe di volare verso ovest e alle navi battenti bandiera russa di entrare nei porti dell’Ue. Le parole di Herman Gref, sottolina il Corriere, trovano conferma anche nelle previsioni formulate pochi giorni fa dalla Banca Mondiale nel suo ultimo “Global economic prospect”, il report in cui vengono messe a punto le previsioni di sviluppo per ogni Paese o area economica del pianeta. La Banca mondiale assegna agli Stati Uniti una crescita a fine 2022 del 2,6, all’area Euro e al Giappone del 2,5 ma un calo dell’8,6 per il pil della Russia. Il dato peggiore dell’intera economia mondiale.

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radionoff
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