Il lavoro prima di tutto

Ancora una volta sentiamo il termine “resilienza”, espressione oggi usata in diversi ambiti, spesso abusata, pronunciata in alcuni casi più per moda, che non per il reale valore del suo significato. Anche nell’acronimo PNRR si trova questa parola, ma come la si può interpretata in un tale contesto? Verosimilmente come possibilità concreta, di creare benessere e sviluppo, partendo da una condizione di criticità. Ebbene, facendo riferimento nello specifico alla regione Basilicata, in una prospettiva di crescita, progresso e ricchezza, occorrerebbe iniziare mettendo nel programma delle priorità, punti chiari di intervento urgente, utili al raggiungimento del fine. Tali interventi dovrebbero essere sicuramente quelli in grado di soddisfare i bisogni essenziali di tutti gli abitanti del territorio, partendo dal lavoro. Il suggerimento viene dai principi fondamentali della carta costituzionale, in cui si afferma nei primi articoli, che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, e che la stessa repubblica, promuove le condizioni per favorire questo diritto. Appare quindi evidente che, lo sviluppo può iniziare solo partendo dal creare occupazione. Infatti, il lavoro è il perno principale intorno al quale gira l’economia e si rilancia un paese. Pertanto, in una regione con poco più di 500.000 abitanti, in uno specifico rapporto di equilibrio tra risorse e densità di popolazione, dovrebbe essere facile garantire una qualità di vita soddisfacente e un benessere diffuso per tutti gli abitanti. Diventa difficile a questo punto, riuscire a capire come mai fin ora, questo non sia avvenuto. Forse perché c’è stato in passato sempre e solo uno spreco di danaro pubblico più per coltivare interessi personali, che non per rispondere in maniera efficace alle reali esigenze in primis dei comuni cittadini e poi del territorio? (Ipotesi plausibile). Ma adesso è arrivato il momento di guardare avanti, sperando di aver fatto tesoro delle esperienze fallimentari del passato e correggere finalmente il tiro. Con la Next Generation viene offerta l’ennesima possibilità, questa volta da non sprecare. Bisogna superare la logica assurda di dover aspettare i tempi infiniti delle pianificazioni, dell’applicazione delle leggi nebulose, delle riforme, e provare a snellire le lungaggini burocratiche. Occorre un atteggiamento pragmatico risoluto, e una particolare attenzione per programmare fattibili azioni di ripresa, rispondenti alle reali necessità dei cittadini e dell’intera comunità. Non si può pensare di agire in aree tanto depresse del sud Italia, immaginando di progettare ed eseguire grandi opere, se prima non si arresta lo spopolamento esponenziale degli ultimi anni, determinato in particolar modo dalla mancanza di lavoro e di servizi essenziali. Se non si ricomincia partendo dalle cose fondamentali, questa opportunità si tradurrà sicuramente in un’altra sconfitta. “Non è ragionevole iniziare a realizzare una piscina di lusso, in una casa modesta dove ancora non si è costruito il tetto”.

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