Il flop del Superbonus 110%: fondi finiti

I fondi per le detrazioni previste con il Superbonus 110% non solo sono finiti, ma le risorse messe in campo per l’agevolazione fiscale sono state superate dagli importi già erogati sulla base delle richieste ammesse. Lo rivela l’agenzia per l’ambiente Enea nell’ultimo rapporto, secondo il quale al 31 maggio gli interventi edilizi in corso sono 172.450 per 33,7 miliardi di euro di detrazioni contro i 33,3 miliardi stanziati. Circostanza che rischia di portare a fibrillazioni all’interno del governo.

Anche se il Superbonus 110% è stato prorogato con la Legge di Bilancio 2022 il premier Mario Draghi non sarebbe intenzionato a rifinanziare ulteriormente la misura, anche perché i mezzi per rimpolpare i fondi per i bonus edilizi si fanno sempre più esigui (qui avevamo parlato dei controlli fiscali sul 730 in merito al Superbonus).

Nuovi stanziamenti da parte del governo sarebbero però necessari considerato che il termine ultimo per accedere al Superbonus è infatti fissato al 30 giugno 2022, ma la misura rimarrà valida fino a fine anno per gli edifici unifamiliari nel caso in cui il 30% dei lavori sia completato entro il 30 settembre e resterà in vigore per tutto il 2023 per gli Istituti autonomi case popolari (Iacp).

Secondo quanto riporta il rapporto Enea, i lavori edilizi che hanno accesso alle agevolazioni del Superbonus 110%, nonostante il caos dei crediti incagliati e dei numerosi limiti posti dal governo per evitare le truffe, continuano a crescere di circa 3 miliardi ogni mese, anche se buona parte riguarda le villette unifamiliari, mentre molto poco viene investito dai condomini (qui abbiamo parlato delle modifiche ai bonus edilizi contenute nella nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate)

L’analisi Enea confronta i dati con il mese precedente, di 155.543 interventi registrati nell’aprile scorso, e rileva al 30 maggio il 70% dei lavori realizzati, per un totale di investimenti pari a 21,5 miliardi di euro e detrazioni maturate per i lavori conclusi sono che ammontano a 23,6 miliardi. Il report individua un numero di asseverazioni nei condomini di 26.663 con investimenti complessivi che sfiorano i 15 miliardi di euro e un investimento medio di circa 562mila euro.

Per gli edifici unifamiliari le asseverazioni sono invece 91.444, per oltre 10 miliardi di investimenti e con un investimento medio di 113mila euro (qui avevamo parlato del visto di conformità per il Superbonus).

Infine, per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti l’Enea conta 54.338 asseverazioni, investimenti complessivi per 5,3 miliardi e un investimento medio di quasi 98mila euro.

Il problema del finanziamento dei bonus riguarda un tema più generale che si scontra con i cordoni sempre più stretti delle casse dello Stato, su quali diversi esponenti del governo pongono adesso l’attenzione. “Con i provvedimenti presi finora siamo riusciti a non intaccare il bilancio”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, parlando all’assemblea di Confcommercio, ma “guardando avanti bisogna pensare a razionalizzare la spesa: i bonus hanno svolto un ruolo meritorio ma meriterebbero una razionalizzazione e sicuramente non posso pensare a un aumento di altre forme di tassazione” per finanziare altri tipi di interventi.

“C’è una pletora di bonus che andrebbero ‘disboscati’, usiamo questo termine, valutando quelli che sono effettivamente utili e quelli che non lo sono” ha detto il responsabile del Mise nell’ultima settimana. “Prima di tassare – ha osservato – bisogna vedere di risparmiare eventualmente sulle spese superflue o non esattamente utili”. “Un ragionamento da fare c’è sicuramente, perché restituire potere d’acquisto a pensionati e lavoratori. È qualcosa che il Governo ha ovviamente in agenda” ha aggiunto Giorgetti.

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